di Redazione. A fronte del ricorso che riteneva il C.O.N.I. responsabile della sicurezza della gara e unico legittimato passivo per la responsabilità civile del sinistro occorso, la Corte di Cassazione Civile con Ordinanza n.10820/2019 ha ribadito che, con l’entrata in vigore della Legge 23 marzo 1981 n. 91, si sono parzialmente modificati i rapporti tra il C.O.N.I. e le Federazioni sportive affiliate. 

Queste ultime, infatti, posseggono “autonomia tecnica organizzativa e di gestione, sotto la vigilanza del C.O.N.I.” (ex art.14 di detta Legge), con natura pubblicistica nell’ambito delle funzioni pubbliche proprie del C.O.N.I. e di natura privatistica, per quanto concerne le proprie specifiche attività svolte in autonomia e che ricadono unicamente in capo alle Federazioni medesime. 

Pertanto, “…il C.O.N.I. non ha alcuna competenza nella organizzazione delle singole gare sportive, poiché tale attività rientra nella autonomia tecnico-organizzativa delle singole Federazioni. (Cass. SU 7640/1995). …. la responsabilità del Comitato Olimpico è riferibile soltanto alle funzioni istituzionalmente ad esso demandate, quali la regolamentazione, il controllo ed il coordinamento delle gare (cfr. Cass. 6400/1999; Cass. 17343/2011), compiti ben diversi da quelli presi in esame nella presente controversia in cui, oltretutto, la gara ciclistica è stata una mera occasione del sinistro, causato da una collisione su strada fra veicoli estranei alla competizione. “

 

 

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