LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA   Adelaide                           – Presidente   –

Dott. SCODITTI   Enrico                             – Consigliere –

Dott. CIRILLO    Francesco Maria               – rel. Consigliere –

Dott. VINCENTI   Enzo                               – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto                           – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23878-2016 proposto da:                 C.M., elettivamente domiciliata in …., presso lo studio dell’avvocato ….; – ricorrente – contro UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA,                           M.D.B.M.L.E.; – intimati – avverso la sentenza n. 1588/2016 del TRIBUNALE di VERONA, depositata il 28/05/2016; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 04/12/2017 dal Consigliere Dott. FRANCESCO VIARIA CIRILLO.

FATTI DI CAUSA

  1. C.M. convenne in giudizio, davanti al Giudice di pace di Verona, la Unipolsai Assicurazionis.p.a. e M.d.B.M.L.E., chiedendo il risarcimento dei danni subiti in un sinistrostradale asseritamente riconducibile ad esclusiva responsabilità della M.d.B..

Si costituì in giudizio la società di assicurazione, chiedendo il rigetto della domanda, mentre la M.d.B. rimase contumace.

Il Giudice di pace rigettò la domanda e condannò l’attrice al pagamento delle spese di lite, sul rilievo che ella aveva già ricevuto una somma satisfattiva delle sue pretese.

  1. La pronuncia è stata impugnata dall’attrice soccombente e il Tribunale di Verona, con sentenza del 28 maggio 2016, ha dichiarato improcedibile l’appello sul rilievo che l’appellante aveva iscritto la causa a ruolo in data 8 aprile 2015, oltre il termine perentorio di dieci giorni di cui all’art. 165 cpc, richiamato quanto all’appello dall’art. 347 medesimo codice, decorrente dalla data di consegna dell’appello all’ufficiale giudiziario, avvenuta il 27 marzo 2015.
  2. Contro la sentenza del Tribunale di Verona propone ricorso C.M. con atto affidato ad un motivo.

La Unipolsai Assicurazioni s.p.a. e M.d.B.M.L.E. non hanno svolto attività difensiva in questa sede.

Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375, 376, e 380 bis cpc, e non sono state depositate memorie.

RAGIONI DELLA DECISIONE

  1. Con il primo ed unico motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 cpc, comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione dell’art. 149 cpc, comma 3, artt. 347, 348, 165 e 359 cpc, rilevando che il termine per la costituzione dell’appellante decorre non dalla data di consegna dell’appello all’ufficiale giudiziario per la notifica, ma da quella in cui tale notifica si è perfezionata per i destinatari (nella specie, 30 marzo e 2 aprile 2015), per cui l’appello doveva essere ritenuto tempestivo.
  2. Il ricorso è fondato.

La consolidata giurisprudenza di questa Corte ha affermato che il termine per la costituzione dell’appellante, ai sensi dell’art. 347 cpc, in relazione all’art. 165 cpc, decorre dal momento del perfezionamento della notificazione dell’atto di appello nei confronti del destinatario e non dal momento della consegna di tale atto all’ufficiale giudiziario, che rileva, invece, solo ai fini della tempestività dell’impugnazione (v., tra le altre, le sentenze 26 febbraio 2008, n. 4996, 20 aprile 2010, n. 9329, e 29 gennaio 2016, n. 1662). Ciò in quanto la scissione del momento di perfezionamento della notifica tra notificante e destinatario non può operare in danno del primo.

A tale principio non si è attenuto il Tribunale di Verona, che ha fatto decorrere il termine dalla data della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario per la notifica, mentre l’applicazione del principio suindicato fa sì che l’impugnazione non avrebbe dovuto essere dichiarata improcedibile.

  1. Il ricorso, pertanto, è accolto e la sentenza impugnata è cassata.

Il giudizio è rinviato al Tribunale di Verona, in persona di un diverso Magistrato, il quale deciderà il merito dell’appello erroneamente ritenuto improcedibile e provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Verona, in persona di un diverso Magistrato, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3, il 4 dicembre 2017.

Depositato in Cancelleria il 18 gennaio 2018

 

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Marina Crisafi

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