LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA     Raffaele                         – Presidente   –

Dott. VINCENTI   Enzo                             – Consigliere –

Dott. ROSSETTI   Marco                       – rel. Consigliere –

Dott. TATANGELO   Augusto                           – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella                         – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 28196-2015 proposto da:             C.V., elettivamente domiciliato in …. presso lo studio dell’avvocato …..” che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati …., ….. – ricorrente – contro ASSICURAZIONI GENERALI S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ….. presso lo studio dell’avvocato …..; – controricorrente – avverso la sentenza n. 1005/2015 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA, depositata il 12/05/2015; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 19/09/2017 dal Consigliere Dott. MARCO ROSSETTI.

RILEVATO IN FATTO


che:

nel 2009 C.V., rappresentato dal proprio amministratore di sostegno C.F., convenne dinanzi al Tribunale di Venezia la società Assicurazioni Generali s.p.a. (che in seguito muterà ragione sociale in Generali Italia s.p.a.; d’ora innanzi, per brevità, “la Generali”), nella sua veste di impresa territorialmente designata dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, ai sensi dell’art. 286 cod. ass., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni patiti in conseguenza di un sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS) e causato da un veicolo non identificato;

con sentenza 15 marzo 2013, n. 304, il Tribunale di Venezia accolse la domanda; tuttavia, avendo accertato che il solo risarcimento del danno biologico patito dalla vittima (stimato dal Tribunale in misura pari a 1.065.749 Euro) eccedesse il massimale di legge, non liquidò altri danni, e condannò l’impresa designata al pagamento del solo massimale di legge (pari a 774.685,35 Euro);

la Corte d’appello di Venezia, adita dalla Generali, con sentenza 12 maggio 2015 n. 1005 accolse il gravame, e ritenne che il sinistro del quale rimase vittima l’attore fosse dovuto a responsabilità tanto dell’ignoto conducente, quanto dell’attore stesso, e ripartì in misura paritaria fra i due il concorso di colpa;

la Corte d’appello, di conseguenza, condannò la Generali al pagamento in favore della vittima di un importo pari alla metà del danno biologico liquidato dal Tribunale, ovvero 532.874,50 Euro, osservando che “sul punto la senten.za di primo grado non è stata appellata la sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da C.V., con ricorso fondato su un solo motivo ed illustrato da memoria; la Generali ha resistito con controricorso;

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

con l’unico motivo di ricorso C.V. lamenta che la sentenza impugnata sia viziata da un error in procedendo, ai sensi dell’art. 360 cpc, n. 4;

sostiene una tesi giuridica così riassumibile:

(a) per effetto della pronuncia di primo grado, con la quale era stata accolta la sua pretesa risarcitoria, egli non aveva interesse ad impugnare il quantum debeatur;

(b) di conseguenza poteva limitarsi, come fece, semplicemente a riproporre in appello, ex art. 346 cpc, le domande di risarcimento dei danni ulteriori rispetto al biologico, che il Tribunale non liquidò a causa della accertata incapienza del massimale;

(c) ergo la Corte d’appello, una volta che per effetto della dimidiazione delle responsabilità il credito risarcitorio per il solo danno biologico si era ridotto al di sotto del massimale, avrebbe dovuto esaminare nel merito la domanda di risarcimento dei danni ulteriori e diversi da quello alla salute;

ritiene il Collegio, in dissenso rispetto alla proposta del consigliere relatore (la quale, come già affermato da questa Corte, non vincola mai il Collegio giudicante: Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 4541 del 22.2.2017; Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 395 del 10/01/2017), che il motivo sia fondato;

in primo grado infatti, a causa dell’incapienza del massimale di legge, il Tribunale si limitò a liquidare il danno alla salute, e non prese in esame le ulteriori domande proposte dall’attore (ovvero di risarcimento del danno patrimoniale da incapacità lavorativa, per le spese mediche, ecc.);

ciò vuol dire che sulle domande di risarcimento del danno patrimoniale nè ci fu un’omessa pronuncia, nè un rigetto: esse, semplicemente, rimasero assorbite, come accade in tutti i casi in cui la decisione su un capo di domanda rende superfluo provvedere sugli altri capi;

da ciò consegue che, impugnata la sentenza di primo grado dalla Generali, C.V. non aveva alcun onere di proporre un appello incidentale volto ad ottenere la condanna dell’impresa designata al risarcimento del danno patrimoniale, per la semplice ragione che la sentenza di primo grado non conteneva al riguardo alcuna statuizione;

l’appellato C.V., pertanto, poteva legittimamente limitarsi a riproporre in appello, ai sensi dell’art. 346 cpc, le istanze e le domande rimaste assorbite in primo grado, così come stabilito dalle Sezioni Unite di questa Corte (con decisione, peraltro, successiva alla formulazione della proposta di definizione del presente giudizio ex art. 380 bis c.p.c.), le quali hanno recentemente affermato che la riproposizione delle eccezioni o delle domande, ex art. 346 cpc, è sufficiente per investire il giudice d’appello quando l’eccezione o la domanda “non sia stata oggetto di alcun esame, diretto o indiretto, ad opera del giudice di prime cure” (Sez. U, Sentenza n. 11799 del 12/05/2017);

le spese del presente giudizio di legittimità saranno liquidate dal giudice del rinvio.

P.Q.M.

(-) accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’appello di Venezia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione civile della Corte di cassazione, il 19 settembre 2017.

Depositato in Cancelleria il 18 gennaio 2018

 

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Marina Crisafi

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