L’assicurazione merci per conto altrui o di chi spetta: la vendita con spedizione

L’assicurazione merci per conto altrui o di chi spetta: la vendita con spedizione

di Redazione. Con la polizza assicurativa sulle merci trasportate si garantisce che i beni trasportati siano assicurati contro i danni o le perdite che si verifichino durante il trasporto. In tema di assicurazione per conto altrui o per conto di chi spetta, ex art. 1891 c.c., si prevede che in tali ipotesi i diritti derivanti dal contratto spettino all’assicurato, mentre il contraente, anche se in possesso della polizza, non può farli valere senza l’espresso consenso dell’assicurato stesso. Il contratto si caratterizza, quindi, per la scindibilità tra la posizione del contraente e quella dell’assicurato. ll beneficiario dell’assicurazione sarà il soggetto che al momento dell’evento assicurato é titolare dell’interesse assicurato e cioè chi, al momento dell’evento dannoso, risulti proprietario della cosa o di un diritto reale o di un diritto di garanzia o che, comunque, si trovi con la cosa assicurata in una relazione tale da subire un diretto pregiudizio patrimoniale per effetto della sua perdita. Il contraente, invece, può far valere i diritti derivanti all’assicurato, ma esige che quest’ultimo abbia espresso in proposito il proprio consenso, anche, implicitamente, ad esempio, mediante il sollecito all’assicuratore per il pagamento della indennità.  Il contratto di compravendita collegato, è disciplinato, dall’articolo 1510, secondo comma c.c. … Continua a leggere...
R.C.Prodotti: prescrizione dalla conoscenza del danno e tipologie di risarcimento

R.C.Prodotti: prescrizione dalla conoscenza del danno e tipologie di risarcimento

di Redazione. La ricorrente (azienda di costruzione) lamentava in Cassazione che il termine di prescrizione quinquennale per l’azione di risarcimento del danno, nei confronti di un fornitore di lastre difettose, dovesse decorrere dalla data in cui il danno si era reso oggettivamente manifesto e in modo riconoscibile, quindi, non dal giorno in cui si era tenuta la condotta illecita del prodotto fornito bensì dal giorno del verificarsi del danno. Nel caso in specie, la ricorrente aveva acquistato da un fornitore delle lastre in fibrocemento che avevano manifestato fessurazioni da cui erano derivate infiltrazioni di acqua con danni all’immobile e la conoscenza del difetto delle lastre era emersa solo a seguito della denuncia fatta dall’appaltatore dei lavori. La Corte di Cassazione civile con sentenza n. 9374/2020 accoglieva il ricorso sulla base dell’orientamento consolidato, secondo il quale: “In tema di risarcimento del danno da fatto illecito, il dies a quo dal quale la prescrizione comincia a decorrere va individuato nel momento in cui il soggetto danneggiato abbia avuto – o avrebbe dovuto avere, usando l’ordinaria diligenza – sufficiente conoscenza della rapportabilità causale del danno lamentato.” L’azione intrapresa verso il fornitore veniva qualificata come richiesta di risarcimento ex art. 2043 c.c. poiché, anche se … Continua a leggere...
Polizza infortuni: il rischio in itinere

Polizza infortuni: il rischio in itinere

di Redazione. L’Ente aveva stipulato un’assicurazione per conto di chi rivestisse un certa carica, a copertura degli infortuni subiti a causa e nell’esercizio delle funzioni preposte, ma il contratto assicurativo non definiva il termine di “rischio in itinere”.   La Cassazione Civile con Ordinanza n.5119/2020, quindi, in assenza di una definizione contrattuale di detto rischio, ha ritenuto che con tale espressione le parti intendessero fare riferimento al concetto di “infortunio in itinere”, come previsto e disciplinato dal testo unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, ex art. 2 d.p.r. 30.6.1965 n. 1124, come modificato dall’art. 12 d. lgs. 38/2000, che recita:“L’assicurazione comprende tutti i casi di infortunio  avvenuti  per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o   un’inabilita’ permanente  al  lavoro,  assoluta  o  parziale,  ovvero un’inabilita’ temporanea assoluta che importi l’astensione dal lavoro per piu’ di tre giorni. Agli effetti del presente decreto, e’ considerata infortunio sul lavoro l’infezione carbonchiosa. Non e’ invece compreso tra i casi di infortunio sul lavoro l’evento dannoso derivante da infezione malarica, il quale e’ regolato da disposizioni speciali. Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle … Continua a leggere...
La colpa e la colpa grave in diritto civile e l’assicurazione della responsabilità civile

La colpa e la colpa grave in diritto civile e l’assicurazione della responsabilità civile

di Redazione, In diritto civile, la colpa è caratterizzata da una sorta d’imprudenza, negligenza o imperizia nel compiere un azione o nell’omissione di compierla per un fatto dovuto, da parte del danneggiante. La lesione, quindi, di un interesse giuridicamente tutelabile comporta, di regola, una responsabilità se cagionata per colpa. E’ necessario usare, almeno, la normale diligenza (art.1176 c.c.) per non causare un danno adottando, anche, accorgimenti o misure necessarie per evitare che si verifichi un evento dannoso da cui potrebbero derivare responsabilità. Per alcune tipologie di attività, la responsabilità può derivare da atti commessi solo con dolo o con colpa grave e cioè con una negligenza più rilevante.  La colpa contrattuale (art.1218 c.c.) si distingue da quella extracontrattuale (art.2043 c.c.) perché deriva da una obbligazione assunta tra le parti, per cui il debitore, se vuole liberarsi dall’obbligo di risarcire il danno, deve provare che l’inadempimento dipende da causa a lui non imputabile, ma se la sua condotta non è dolosa è tenuto al risarcimento dei soli danni prevedibili al momento in cui è sorta l’obbligazione.  La colpa è, invece, “grave” quando la violazione dell’obbligo di diligenza è particolarmente rilevante ossia si manifesta quando il comportamento del danneggiante si discosta, in modo evidente, dalle … Continua a leggere...
R.C.Prodotti: difetto del bene e risoluzione del contratto di vendita

R.C.Prodotti: difetto del bene e risoluzione del contratto di vendita

di Redazione. L’art. 1519-quater del Codice Civile c.c., confluito nell’art.130 del Codice del consumo, prevede la responsabilità del venditore nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene. Il consumatore, quindi, ha il diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero la facoltà di chiedere una riduzione adeguata del prezzo oppure la risoluzione del contratto, ove ricorra una delle seguenti situazioni:  a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;  b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo (comma 5, art.130 Codice del consumo);  c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore.  Con il comma 10 di detto articolo, viene, inoltre, precisato che: “Un difetto di conformità di lieve entità per il quale non è stato possibile o è eccessivamente oneroso esperire i rimedi della riparazione o della sostituzione, non dà diritto alla risoluzione del contratto”.  La Corte di Cassazione Civile con sentenza n.10453/2020 confermava quanto correttamente osservato dalla Corte di merito e dal giudice di secondo grado, quando “…. la sostituzione o riparazione del bene non siano state impossibili … Continua a leggere...
Trasporto di cose e vendita con spedizione: i diritti del destinatario e del mittente

Trasporto di cose e vendita con spedizione: i diritti del destinatario e del mittente

di Redazione. Nel trasporto di cose, i diritti derivanti dal contratto passano dal destinatario al mittente, nel caso di perdita delle cose consegnate al vettore, solo quando è scaduto il termine legale o convenzionale della consegna al destinatario e quest’ultimo sia venuto a conoscenza di detta perdita a seguito della richiesta di riconsegna della merce. In assenza di tale richiesta, la legittimazione all’azione di risarcimento del danno contro il vettore, resta in capo al mittente.  “Nella vendita con spedizione, di cui all’art.1510, 2° comma del Codice Civile, il contratto di trasporto concluso tra venditore-mittente e vettore, pur essendo collegato da un nesso di strumentalità con il contratto di compravendita concluso tra venditore-mittente ed acquirente-destinatario, conserva la sua autonomia ed è, pertanto, soggetto alla disciplina dettata dagli artt.1683 ss. cod. civ., con la conseguenza che il venditore-mittente, anche dopo la rimessione delle cose al vettore, conserva la titolarità dei diritti nascenti dal contratto di trasporto, ivi compreso quello al risarcimento della danno da inadempimento, fino al momento in cui, arrivate le merci a destinazione (o scaduto il termine entro il quale esse sarebbero dovute arrivare), il destinatario non ne richieda la riconsegna al vettore, ai sensi dell’art.1689, comma primo, del codice … Continua a leggere...
C.T.U.: i poteri del consulente tecnico d’ufficio

C.T.U.: i poteri del consulente tecnico d’ufficio

di Redazione. Tre, le questioni di diritto poste alla Suprema Corte di Cassazione Civile, in relazione a: “a) quali siano i poteri istruttori del consulente tecnico d’ufficio, e quali i loro limiti;  b) se, ed in quali casi, a quei limiti possa derogarsi per volontà della legge, per ordine del giudice o per consenso delle parti;  c) quali siano le conseguenze processuali della non giustificata violazione di quei poteri.” I poteri del consulente tecnico d’ufficio sono fissati dall’art. 194 c.p.c., ma per evitare che le espressioni della norma possano essere interpretate, in modo estensivo, é necessario riportarle nell’alveo delle disposizioni che disciplinano i poteri delle parti e il principio dispositivo (artt. 112 e 115 c.p.c.) con quelle che disciplinano l’istruttoria e l’assunzione dei mezzi di prova da parte del giudice (artt. 202 e ss. c.p.c.).  Pertanto, la S.C., in adesione ad un precedente orientamento, ha osservato che: ” .. il consulente non possa mai né indagare su questioni non prospettate dalle parti, perché violerebbe il principio che addossa loro l’onere di allegazione dei fatti, ed impedisce al giudice di indagare su questioni non prospettate dai litiganti (ex aliis, Sez. 3, Sentenza n. 1020 del 19/01/2006, Rv. 588885 – 01); né … Continua a leggere...
Cos’è l’assicurazione fideiussoria?

Cos’è l’assicurazione fideiussoria?

La polizza fideiussoria è un contratto di specie che non ha natura aleatoria sicché la “vita e la cessazione” del contratto sono soggette ad una diversa disciplina di quella prevista per gli altri contratti assicurativi. In sintesi e come vedremo, trattasi di un contratto atipico simile alla fideiussione, ma con scopo di garanzia per cui a fronte del pagamento di un premio assicurativo, la Compagnia di assicurazioni garantisce l’adempimento del debitore di un’obbligazione di dare, fare o prestare nei confronti di un terzo soggetto (creditore). Uno schema contrattuale che vede: a) il debitore/contraente che deve adempiere l’obbligazione; b) il creditore/beneficiario che deve vedere adempiuta l’obbligazione, c) il fideiussore che garantisce l’obbligazione di a) verso b).  Alla fideiussione assicurativa sono applicabili le norme sulla fideiussione (art.1936 e ss c.c.) se non derogate e non quelle relative al contratto di assicurazione se non previste in contratto. Trattandosi, infine, di un obbligazione assunta dall’assicuratore a favore di un terzo/creditore, la polizza fideiussoria possiede le caratteristiche previste dall’art.1411 c.c. quale contratto a favore di terzi.  Il fideiussore risponde dell’obbligazione altrui con il suo patrimonio in modo solidale ed accessorio rispetto all’obbligazione principale debitore/creditore per cui, ai sensi dell’art. 1944 c.c. è obbligato in solido con … Continua a leggere...
Incoterms: Carriage and Insurance Paid to e Institute Frozen Food

Incoterms: Carriage and Insurance Paid to e Institute Frozen Food

di Redazione. Due gli aspetti posti all’esame della Corte di cassazione Civile, con sentenza n.4716/2019: – il primo, se la natura della clausola “Carriage and Insurance Paid to” (trasporto e assicurazioni pagati fino a), al pari delle altre elaborate nella prassi degli “Incoterms”, fosse di mera “spesa” oppure di “consegna”. Dall’assunto su cui si basava la censura, avrebbe avuto l’effetto di trasferire la proprietà della merce e, soprattutto, il rischio del suo perimento, in capo all’acquirente che sarebbe stato, dunque, il solo soggetto legittimato a pretendere l’indennizzo assicurativo. La S.C. ribadiva, sull’argomento, il pressoché unanime orientamento che opta per la prima soluzione e cioè quella di “spesa”, riconducendo siffatte clausole “nell’ambito delle previsioni relative all’incidenza economica del trasporto e degli oneri connessi” cosicché, pur in presenza di esse, “il trasferimento della proprietà e il passaggio dei rischi rimane disciplinato dalle norme comuni” ; – il secondo, sulla base della tesi dei ricorrenti, per cui la garanzia assicurativa non avrebbe coperto i prodotti che dovevano essere conservati ad una certa temperatura, dai danni cagionati dalla sua variazione, salvo che “non determinati da un arresto della macchina frigorifera o, più genericamente, dall’apparato o impianto refrigerante dovuto ad un guasto degli stessi”. Secondo la sentenza … Continua a leggere...
Quali sono le caratteristiche dell’assicurazione danni?

Quali sono le caratteristiche dell’assicurazione danni?

L’art.1882 del Codice Civile dispone:  “L’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore, verso il pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro (assicurazione contro i danni, ex art. 1904 c.c.) ovvero a pagare un capitale o una rendita (ex art.1872 c.c.) al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (ex art. 1919 c.c.)” L’assicurazione è un contratto consensuale (1376 c.c.), ad effetti obbligatori ed aleatorio (1467 c.c.) e deve essere provato per iscritto (1888 c.c.).   Il sinistro – Cass.Civ. n.1465/2018 “Stabilisce l’art. 1882 c.c. che l’assicurazione contro i danni è il contratto col quale l’assicuratore si obbliga a rivalere l’assicurato del danno ad esso prodotto “da un sinistro”….. Che in materia assicurativa “sinistro” sia sinonimo di “evento dannoso” emerge dal codice civile (cfr. gli artt. 1892, 1898, 1900, 1905); dal codice della navigazione (cfr. gli artt. 191, 209, 343, 353, 514, 727, 832 cod. nav.); dal regolamento di esecuzione del codice della navigazione (cfr. gli artt. 93, 94, 465, 466 bis, 523 reg. esec. cod. nav.); dall’art. 642 c.p.; dall’art. 110 cod. pen. mil . pace; per non dire di una infinità di fonti normative di … Continua a leggere...