Cos’è il danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità?

Cos’è il danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità?

Il danno non patrimoniale è il danno che la vittima di un sinistro stradale subisce alla propria persona e viene definito dall’art. 138 c. 2 CdA come “la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito.” Tale tipologia di danno, detto anche biologico, viene risarcita in correlazione alla gravità delle lesioni sofferte a prescindere dalla circostanza che il danneggiato svolga o meno attività lavorativa o produttiva. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Quali sono le responsabilità civili e penali nell’omicidio stradale?

Quali sono le responsabilità civili e penali nell’omicidio stradale?

Dal punto di vista civilistico il reato di omicidio stradale comporta l’obbligo risarcitorio dei danni di natura patrimoniale e non patrimoniale derivanti dal fatto illecito e cagionati a cose, persone e animali. La responsabilità civile è a carico del conducente del mezzo e del proprietario, a meno che costui non dimostri che la circolazione del veicolo si è realizzata senza il suo consenso.  L’omicidio stradale però è prima di tutto una figura di reato introdotta nel codice penale dalla legge n. 41/2016 tramite l’art. 589bis c.p. ai sensi del quale: “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da due a sette anni.” La responsabilità penale conseguente al reato di omicidio stradale è quindi sanzionata con la pena della reclusione da due a sette anni che aumenta quando la morte è conseguenza delle seguenti condotte: Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
R.C.A.: il risarcimento delle spese di assistenza personale

R.C.A.: il risarcimento delle spese di assistenza personale

di Redazione. La Cassazione Civile con Ordinanza n.17815/2019 ha espresso il seguente principio di diritto: ”il danno consistente nelle spese per assistenza personale, patito dalla vittima di lesioni personali, va liquidato ai sensi dell’art.1223 c.c. stimando il costo presumibile delle prestazioni di cui la vittima avrà bisogno in considerazione delle menomazioni da cui è afflitta, rapportato alla durata presumibile dell’esborso. Il risarcimento così determinato è dovuto per intero, senza alcuna riduzione percentuale corrispondente al grado di invalidità permanente patito dal danneggiato”.  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Quali sono le formule tariffarie r.c.a.?

Quali sono le formule tariffarie r.c.a.?

L’ordinamento italiano riconosce diverse formule tariffarie in relazione all’assicurazione per la responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore. La norma più importante in materia è rappresentata dall’art. 133 del Codice delle Assicurazioni Private, che al primo comma recita: “i contratti di assicurazione debbono essere stipulati in base a condizioni di polizza che prevedano ad ogni scadenza annuale la variazione in aumento od in diminuzione del premio applicato all’atto della stipulazione o del rinnovo, in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di tempo, oppure in base a clausole di franchigia che prevedano un contributo dell’assicurato al risarcimento del danno o in base a formule miste fra le due tipologie”. Il contratto di assicurazione, pertanto, deve prevedere per legge un meccanismo premiale per i guidatori virtuosi oppure una clausola di franchigia a carico dell’assicurato. La disposizione fa chiaro riferimento alla c.d. formula “bonus/malus”, aprendo le porte, però, anche ad altre soluzioni. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Come si comporta l’assicuratore dopo aver ricevuto la richiesta di risarcimento?

Come si comporta l’assicuratore dopo aver ricevuto la richiesta di risarcimento?

L’assicuratore dopo aver ricevuto la richiesta di risarcimento o il modulo C.A.I. (constatazione amichevole d’incidente) deve, nella fase stragiudiziale, stimare il danno e procedere per la liquidazione. Ai sensi dell’art.148, comma 3 del CdA, il danneggiato deve collaborare con l’assicuratore per consentire a quest’ultimo la valutazione del danno alla persona, pena la sospensione dei termini per la formulazione dell’offerta dell’assicuratore. Un’interruzione che può durare finché il danneggiato non accetti di farsi vistare. I termini per l’offerta di liquidazione del danno, da parte dell’assicuratore, decorrono dalla ricezione della succitata richiesta, purché completa dei dati e delle informazioni necessarie, altrimenti l’assicuratore avrà 30 giorni per chiedere le integrazioni necessarie e, pertanto, i termini dell’offerta decorreranno dalla ricezione delle integrazioni richieste (art.148, comma 5 CdA). I termini, comunque, previsti per detta offerta, a pratica completa, sono: -30 giorni per sinistri con soli danni a cose (modulo C.A.I. sottoscritto dalle due parti); -60 giorni  per sinistri con soli danni a cose, senza modulo C.A.I. (richiesta di risarcimento o modulo C.A.I. presentato singolarmente da una delle parti o da entrambi, ma non sottoscritto da tutti e due); Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? … Continua a leggere...
Quali sono i termini di prescrizione nel contratto di r.c.a.?

Quali sono i termini di prescrizione nel contratto di r.c.a.?

Ai sensi dell’art. 2952, comma 3 c.c. che concerne la prescrizione in materia assicurativa, si dispone che nell’assicurazione della responsabilità civile, il termine decorre dal giorno in cui il terzo ha richiesto il risarcimento all’assicurato o ha promosso contro di questo l’azione.  Un principio generale applicabile anche alla responsabilità civile autoveicoli e natanti . Il diritto, quindi, dell’assicurato all’indennizzo comincia a prescriversi dal giorno in cui il terzo danneggiato ha richiesto l’indennizzo. La qualità di “assicurato”, ai sensi dell’art. 1904 c.c. è assunta sia dal proprietario del veicolo sia dal conducente, verso i quali può essere inviata la richiesta risarcitoria, ricadendo nell’ipotesi prevista dall’art. 1891 c.c.. In ogni caso, la decorrenza della prescrizione inizia dal momento in cui il terzo danneggiato chiede in via giudiziale o stragiudiziale il risarcimento. Per quanto concerne la sospensione dei termini di prescrizione, nell’ambito dei contratti assicurativi di responsabilità civile, oltre alle generali previsioni di cui all’art. 2941, n.8) c.c. (sospensione per rapporti tra le parti), si applica quanto disposto dall’art.2952, comma 4 c.c. per cui la comunicazione all’assicuratore della richiesta del terzo danneggiato o dell’azione da questo proposta sospende il corso della prescrizione finché il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile … Continua a leggere...
Pedone: il concorso di colpa nel sinistro va accertato

Pedone: il concorso di colpa nel sinistro va accertato

di Redazione.  In materia di responsabilità civile derivante da sinistri stradali, la Corte di Cassazione ha stabilito, in via generale, una presunzione di colpa del 100% a carico del conducente di un veicolo che investe un pedone. Al fine, invece, di valutare e quantificare l’eventuale concorso di colpa del pedone, questo aspetto deve essere accertato. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Cos’è il danno patrimoniale?

Cos’è il danno patrimoniale?

Il danno patrimoniale è quel danno che si produce direttamente nel patrimonio del danneggiato ed è quindi suscettibile di quantificazione economica. Ai fini del risarcimento del danno patrimoniale devono essere valutate le due componenti del danno emergente, ossia delle spese sostenute, e del lucro cessante, ossia del mancato guadagno. Nel caso di sinistro stradale con lesioni alla persona, il danno patrimoniale viene riferito alla diminuzione o alla perdita temporanea ovvero permanente della capacità lavorativa e, conseguentemente, alla perdita e alla diminuzione della capacità reddituale del danneggiato. In proposito, l’art. 137 CdA dispone che “quando agli effetti del risarcimento si debba considerare l’incidenza dell’inabilità temporanea o dell’invalidità permanente su un reddito di lavoro comunque qualificabile, tale reddito si determina, per il lavoro dipendente, sulla base del reddito di lavoro, maggiorato dei redditi esenti e al lordo delle detrazioni e delle ritenute di legge, che risulta il più elevato tra quelli degli ultimi tre anni e, per il lavoro autonomo, sulla base del reddito netto che risulta il più elevato tra quelli dichiarati dal danneggiato ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche negli ultimi tre anni ovvero, nei casi previsti dalla legge, dall’apposita certificazione rilasciata dal datore di lavoro ai sensi … Continua a leggere...
Come funziona il Fondo di garanzia per le vittime della strada?

Come funziona il Fondo di garanzia per le vittime della strada?

Con Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada si indica un fondo operativo, esistente dal 1971 e istituito con la Legge 990/1969. Mediante tale fondo il legislatore ha voluto assicurare l’ottenimento di un risarcimento dei danni causati da veicoli o natanti che hanno l’obbligo di assicurazione. Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è gestito, secondo l’art 285 del Codice delle Assicurazioni da Consap. A vigilare sull’operato di Consap c’è il Ministero dello Sviluppo Economico. Le compagnie assicurative autorizzate all’esercizio devono versare a CONSAP, una somma variabile, che dipende dal premio versato da ogni consumatore. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Quali sono i presupposti della proponibilità della domanda di risarcimento nell’r.c.a.?

Quali sono i presupposti della proponibilità della domanda di risarcimento nell’r.c.a.?

Nel caso si applichi la procedura di cui all’articolo art.148 del Codice delle assicurazioni, l’art.145 CAP ha un chiaro intento deflattivo, al fine di razionalizzare il contenzioso giudiziario, notoriamente inflazionato, nella materia dei sinistri stradali, (Corte Cost., 3 maggio 2012, n. 111) al fine di propiziare una conciliazione pre-contenzioso. Sancisce, infatti, l’improponibilità della domanda giudiziale prima del decorso dei 60 ovvero 90 giorni (in caso di dano alla persona) decorrenti da quello in cui il danneggiato abbia chiesto all’impresa di assicurazione il risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, anche se inviata per conoscenza, avendo osservato le modalità ed i contenuti previsti all’articolo 148 CAP.  L’art.148 Codice delle assicurazioni private attiene le attività che le parti devono svolgere per intraprendere una trattativa e magari addivenire a una soluzione conciliativa stragiudiziale. Pertanto, la proponibilità della domanda risarcitoria è legata al presupposto formale della trasmissione di una richiesta contenente tutti gli elementi previsti nel succitato art.148 CAP al fine di consentire all’assicuratore di accertare le responsabilità, stimare il danno e formulare l’offerta.   Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati