P.A.: danno erariale e patrimoniale

P.A.: danno erariale e patrimoniale

di Redazione. La Corte di Cassazione Civile Sez. U con sentenza n.31755/ 2019 ha ripercorso il panorama giurisprudenziale di legittimità per evidenziare che il radicamento della giurisdizione contabile, anche, nei confronti di amministratori di società private coinvolte nella sfera pubblicistica, si giustifica quando sia in discussione un danno subito dall’ente pubblico e non dalla società.  Il contenuto ed i limiti della giurisdizione della Corte dei conti in tema di responsabilità trovano base normativa nella previsione dell’art.13 R.D. n.1214/1934 secondo cui la Corte giudica sulla responsabilità per i danni arrecati all’erario, da pubblici funzionari nell’esercizio delle loro funzioni. Tali limiti sono stati successivamente ampliati dall’art.1, comma 4 della L. n.20/1994, che ha esteso il giudizio della Corte dei conti alla responsabilità di amministratori e dipendenti pubblici anche per i danni cagionati ad amministrazioni o enti pubblici diversi da quelli di appartenenza.  All’interno di tale giurisdizione vengono tradizionalmente ricompresi i giudizi in materia di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari e l’operato di chi maneggia risorse della collettività o di chi agisce per conto di una pubblica amministrazione  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Rete fognaria: il nubifragio è un’esimente

Rete fognaria: il nubifragio è un’esimente

di Redazione. Il carattere eccezionale del “nubifragio” non poteva essere contenuto adeguatamente da nessuna conduttura fognaria. Con questa valutazione complessiva, la Corte di merito rigettava la richiesta di risarcimento del danno verso il Comune, da parte di una carrozzeria che aveva subito un “catastrofico allagamento” cagionato, secondo la ricorrente, dall’inadeguatezza del sistema fognario di smaltimento delle acque piovane (ex artt. 2043 e 2051 del cod. civ.). La Cassazione Civile con Ordinanza n.4177/2020 prendeva atto di tale decisione e seppur altri fenomeni simili si fossero già verificati in altre occasioni e segnalati al Comune, la Corte di merito aveva ritenuto che “in presenza di un nubifragio di tale portata, qualunque rete fognaria non avrebbe retto anche se fosse stata potenziata e la riprova dell’adeguatezza della fognatura, al deflusso normale delle acque piovane, è dato dalla circostanza che fatti analoghi e di simile portata non si sono ripetuti”. Veniva, pertanto, ricondotto il fenomeno causativo del danno “.. nella ristretta cornice dell’esimente del “caso fortuito”, in grado di interrompere il nesso causale tra fatto addebitato alla pubblica amministrazione (inadeguatezza della rete fognaria a contenere fenomeni atmosferici) ed evento dannoso (allagamento dell’officina), con argomentazioni che si dimostrano del tutto coerenti con la ricostruzione della vicenda, … Continua a leggere...
Olio sulla strada: se fortuito non c’è responsabilità

Olio sulla strada: se fortuito non c’è responsabilità

di Redazione. Il Tribunale aveva escluso la responsabilità del Comune a seguito di accertamento che una macchia d’olio presente sul manto stradale, causa di un incidente, si era appena formata per cui l’ente preposto e custode della strada non aveva avuto la possibilità di porvi rimedio in alcun modo. Un caso fortuito. La Corte di Cassazione con Ordinanza n.4963/2019 ha confermato e ribadito i principi in tema di responsabilità da cose in custodia:  “a) il criterio di imputazione della responsabilità fondato sul rapporto di custodia di cui all’art. 2051 c.c. opera in termini rigorosamente oggettivi; b) il danneggiato ha il solo onere di provare il nesso di causa tra la cosa in custodia (a prescindere dalla sua pericolosità o dalle sue caratteristiche intrinseche) ed il danno, mentre al custode spetta l’onere della prova liberatoria del caso fortuito, inteso come fattore che, in base ai principi della regolarità o adeguatezza causale, esclude il nesso eziologico tra cosa e danno, ed è comprensivo del fatto del terzo e della condotta incauta della vittima;  c) in particolare, il caso fortuito è connotato da imprevedibilità ed inevitabilità, da intendersi da un punto di vista oggettivo e della regolarità causale (o della causalità adeguata), senza … Continua a leggere...
Crepa stradale: se esigua e visibile nessun risarcimento

Crepa stradale: se esigua e visibile nessun risarcimento

di Redazione. In relazione alla domanda risarcitoria per il danno conseguente alle lesioni derivate dalla caduta in una crepa della pavimentazione stradale, la Corte di Cassazione con Ordinanza n.8956/2019 ha rigettato il ricorso motivandone i vari aspetti. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Committenza lavori: la custodia stradale dell’amministrazione comunale

Committenza lavori: la custodia stradale dell’amministrazione comunale

di Redazione. Con la stipula di un contratto d’appalto per lavori di manutenzione, il committente pubblico mantiene la qualità di “custode”, ex art.2051 c.c., non realizzandosi il concreto e materiale spossessamento dell’area, tanto meno, se aperta alla pubblica circolazione, può avere rilievo la circostanza che il danno sia stato causato da un fattore proveniente dall’esterno. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Custode: chi possiede o detiene, anche, abusivamente la cosa

Custode: chi possiede o detiene, anche, abusivamente la cosa

di Redazione. “Come questa Corte ha già avuto modo di affermare, custodi sono tutti i soggetti, pubblici o privati, che hanno il possesso o la detenzione (legittima o anche abusiva: v. Cass., 3 giugno 1976, n. 1992 ) della cosa ( v. in particolare Cass., 20/2/2006, n. 3651). A tale stregua, custodi sono anzitutto i proprietari……………….……, ma tale qualità non è indefettibilmente necessaria né esaustiva.”  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Strettoia stradale: necessarie misure preventive e aggiuntive

Strettoia stradale: necessarie misure preventive e aggiuntive

di Redazione. L’art.42 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada) , in tema di “Strettoie e sensi unici alternati”, prevede: ”1. Qualora la presenza dei lavori, dei depositi o dei cantieri stradali determini un restringimento della carreggiata e’ necessario apporre il segnale di pericolo temporaneo STRETTOIA in una delle tre versioni previste (figg. II.384, II.385 e II.386). Se tale segnale viene posto vicino alla zona lavori o di cantiere, dopo gli altri eventuali presegnali deve essere corredato da pannello integrativo indicante la distanza della strettoia. 2. Se la larghezza della strettoia e’ inferiore a 5,60 m occorre istituire il transito a senso unico alternato nel tempo, regolato ai sensi del comma 3. 3. Il regime di transito attraverso una strettoia di larghezza inferiore a 5,60 m puo’ essere regolato in tre modi: a) TRANSITO ALTERNATO A VISTA. Deve essere installato il segnale negativo DARE PRECEDENZA NEL SENSO UNICO ALTERNATO (fig. II.41) dalla parte in cui il traffico incontra l’ostacolo e deve deviare. Reciprocamente l’altro segnale DIRITTO DI PRECEDENZA NEL SENSO UNICO ALTERNATO (fig. II.45) da’ la priorita’ a quel senso di circolazione che e’ meno intralciato dai lavori; b) TRANSITO ALTERNATO DA … Continua a leggere...
Pozzanghera: necessaria la prudenza del conducente

Pozzanghera: necessaria la prudenza del conducente

di Redazione. Non era stata provata l’esatta dinamica del sinistro occorso al conducente di un veicolo che contestava di aver perso il controllo del mezzo a causa di una pozzanghera formatasi su strada pubblica. Seppur sia astrattamente applicabile la presunzione di responsabilità alla Pubblica Amministrazione per i danni subiti dagli utenti di beni demaniali, è sempre necessario verificare in concreto se, per le caratteristiche del bene demaniale e per tutte le altre circostanze, si possa su di esso esercitare o meno la custodia, mentre resta l’onere del danneggiato, di provare il nesso di causalità tra l’evento lesivo e la cosa in custodia. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Albero caduto: l’Ente deve garantire la sicurezza stradale

Albero caduto: l’Ente deve garantire la sicurezza stradale

di Redazione. Il sinistro si era verificato mediante la collisione dell’autovettura con un albero di grandi dimensioni che, caduto a causa di una tempesta di vento, aveva intercluso la carreggiata di transito, rendendo inevitabile lo scontro dal quale erano derivate lesioni personali ai ricorrenti e la distruzione del veicolo. L’Ente convenuto aveva chiamato in causa la proprietaria del fondo limitrofo sul quale, secondo la sua tesi difensiva, era radicato l’albero che si era abbattuto sulla strada.  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Fauna selvatica: risponde la Regione

Fauna selvatica: risponde la Regione

di Redazione. La Cassazione Civile con sentenza n.8385/2020, dopo un’articolata ed esaustiva illustrazione delle tematiche giuridiche connesse i danni causati dagli animali selvatici, si è espressa sulla base dei seguenti principi di diritto: “ai fini del risarcimento dei danni cagionati dagli animali selvatici appartenenti alle specie protette e che rientrano, ai sensi della legge n. 157 del 1992, nel patrimonio indisponibile dello Stato, va applicato il criterio di imputazione della responsabilità di cui all’art. 2052 c.c. e il soggetto pubblico responsabile va individuato nella Regione, in quanto ente al quale spetta in materia la funzione normativa, nonché le funzioni amministrative di programmazione, coordinamento, controllo delle attività eventualmente svolte – per delega o in base a poteri di cui sono direttamente titolari – da altri enti, ivi inclusi i poteri sostitutivi per i casi di eventuali omissioni (e che dunque rappresenta l’ente che «si serve», in senso pubblicistico, del patrimonio faunistico protetto), al fine di perseguire l’utilità collettiva di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; la Regione potrà eventualmente rivalersi (anche chiamandoli in causa nel giudizio promosso dal danneggiato) nei confronti degli altri enti ai quali sarebbe spettato di porre in essere in concreto le misure che avrebbero dovuto impedire il danno, in quanto a … Continua a leggere...