Danno biologico: lesioni lievi e risarcimento

Danno biologico: lesioni lievi e risarcimento

di Redazione. L’art.139 del Codice delle assicurazioni private norma il risarcimento del danno non patrimoniale (biologico) per lesioni di lieve entità ed in particolare il comma 3 ter fa riferimento ai soli postumi permanenti mentre il comma 3 quater fa riferimento, oltre che ai postumi permanenti, anche a quelli temporanei. Entrambe le norme subordinano la risarcibilità del danno a presupposti identici, ancorando la liquidazione del danno biologico, sia temporaneo che permanente, in presenza di postumi micro-permanenti o senza postumi, ad un rigoroso riscontro obiettivo in rapporto alla singola patologia. Un danno alla salute che deve essere accertato e valutato dal medico legale e, poi, dal giudice secondo criteri di assoluta e rigorosa scientificità, senza che sia possibile in alcun modo fondare l’affermazione dell’esistenza del danno sulle sole dichiarazioni della vittima, ovvero su supposizioni, illazioni, suggestioni o ipotesi. Così la Cassazione Civile con Ordinanza n.5820/2019 che, anche, osservato come dette norme “… esaltano (ma al tempo stesso gravano di maggiore responsabilità) il ruolo del medico legale, imponendo a quest’ultimo la corretta e rigorosa applicazione di tutti i criteri medico legali di valutazione e stima del danno alla persona. Pertanto sarà risarcibile anche il danno i cui postumi non siano “visibili”, ovvero non siano … Continua a leggere...
Consenso informato: risarcimento separato per deficit informativo

Consenso informato: risarcimento separato per deficit informativo

di Redazione. La correttezza o meno del trattamento chirurgico verso il paziente non assume alcun rilievo ai fini della sussistenza dell’illecito per violazione del consenso informato. A causa del deficit d’informazione, il paziente, non è stato messo in condizione di assentire al trattamento sanitario con una volontà consapevole delle sue implicazioni. Il diritto alla salute è diritto del tutto distinto e non costituisce affatto un “antecedente logico necessario” in relazione alla corretta esecuzione dell’intervento chirurgico. I fatti costitutivi della domanda risarcitoria attinenti la lesione di ciascuno dei suddetti due diritti sono diversi, con la conseguenza che la domanda “nuova”, relativa ad uno di essi, non è comunque suscettibile di essere coperta dal giudicato formatosi sull’altra. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
C.T.U.: la liquidazione del compenso commisurato al tempo impiegato

C.T.U.: la liquidazione del compenso commisurato al tempo impiegato

di Redazione. “ai fini della liquidazione del compenso al c.t.u., gli onorari calcolati a vacazioni devono essere determinati, nei limiti della richiesta dello stesso ausiliario giudiziario, commisurandoli al tempo effettivamente impiegato per lo svolgimento dell’incarico peritale conferito e non al presumibile tempo ritenuto in proposito (ed in via ipotetica) necessario dal giudice d’ufficio”.  Questo il principio di diritto affermato con Ordinanza dalla Cassazione Civile n.7636/2019.  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Ritardo diagnostico: risarcibile il malato terminale per la perdita del tempo residuo

Ritardo diagnostico: risarcibile il malato terminale per la perdita del tempo residuo

di Redazione. La Corte di Cassazione Civile con sentenza n.10424/2019 ha osservato: “…. la Corte territoriale ha mancato di considerare che “da una diagnosi esatta di una malattia ad esito ineluttabilmente infausto consegue che il paziente, oltre ad essere messo nelle condizioni per scegliere, se possibilità di scelta vi sia, «che fare» nell’ambito di quello che la scienza medica suggerisce per garantire la fruizione della salute residua fino all’esito infausto, è anche messo in condizione di programmare il suo essere persona e, quindi, in senso lato l’esplicazione delle sue attitudini psico-fisiche nel che quell’essere si esprime, in vista di quell’esito”. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Trasfusione sangue: inammissibile la riduzione del danno se non specifica l’incidenza eziologica

Trasfusione sangue: inammissibile la riduzione del danno se non specifica l’incidenza eziologica

di Redazione. Veniva chiesto il risarcimento dei danni deducendo l’omesso controllo da parte del Ministero in ordine al sangue somministrato e la sussistenza del nesso causale sia con l’epatite sviluppata, che con il successivo decesso del coniuge. Il Ministero della Salute ricorreva in Cassazione per chiedere la riduzione proporzionale del danno risarcibile in relazione al grado di incidenza eziologica della causa del decesso,  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
R.C. medico-sanitaria: la manleva assicurativa e le spese di lite

R.C. medico-sanitaria: la manleva assicurativa e le spese di lite

di Redazione. La Cassazione Civile con Ordinanza n.13950/2019 ripercorre la tematica della domanda di manleva assicurativa nella r.c. medico-sanitaria, quando si tratta di obbligazioni solidali che derivano da un danno provocato da un’unica condotta colposa realizzatasi in un unico contesto di luogo e di tempo.  Il presupposto fondamentale risiede nella condanna dell’assicurato al risarcimento dell’intero danno e la manleva assicurativa, dell’assicurato condannato, copre tutte le conseguenze assicurate dal contratto assicurativo, anche nell’ipotesi del venir mero della solidarietà interna tra i due co-sodali (struttura sanitaria e medico curante). “..Il titolo da cui origina l’obbligazione risarcitoria di natura solidale è difatti unico, proprio perché il medico e la struttura sanitaria sono chiamati normalmente a rispondere del danno derivato dagli interventi effettuati sui pazienti dal medico all’interno della struttura di cui si è avvalso.”  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
R.C. medico-sanitaria: il paziente deve dimostrare il nesso causale del danno

R.C. medico-sanitaria: il paziente deve dimostrare il nesso causale del danno

La Cassazione Civile con Ordinanza n.32138/2019 è tornata sull’argomento e ha ribadito i consolidati orientamenti di legittimità per cui è infondata la pretesa del ricorrente che intende porre a carico della struttura sanitaria:”…  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
R.C. medico-sanitaria: la polizza in secondo rischio

R.C. medico-sanitaria: la polizza in secondo rischio

di Redazione. La sentenza impugnata in Cassazione dall’assicurato (Casa di cura privata) atteneva quanto affermato dalla Corte d’Appello sul contratto assicurativo per la Responsabilità Civile della stessa, in relazione al danno causato dall’operato di un proprio medico non dipendente. La predetta Corte, infatti, effettuava una distinzione tra i danni direttamente provocati dalla clinica come struttura, per i quali la stessa rispondeva direttamente e i danni provocati dall’operato del medico per i quali rispondeva anche la clinica a titolo di responsabilità indiretta. In relazione, poi, ai danni causati distingueva, ulteriormente, se il medico responsabile fosse dipendente o meno della Casa di cura.   Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
R.C. medica: prova presuntiva per il danno non patrimoniale

R.C. medica: prova presuntiva per il danno non patrimoniale

di Redazione. Il danno non patrimoniale, consistente nella sofferenza morale patita dal prossimo congiunto di persona lesa in modo non lieve dall’altrui illecito, può essere dimostrato con ricorso alla prova presuntiva, tipicamente integrata dalla gravità delle lesioni. Nello specifico caso, stante la strettissima convivenza familiare tipica del rapporto tra genitori e figlio. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Odontoiatra: la responsabilità contrattuale, l’onere probatorio e l’inadempimento

Odontoiatra: la responsabilità contrattuale, l’onere probatorio e l’inadempimento

di Redazione. Secondo i principi della costante giurisprudenza di Cassazione, se viene dimostrata la complessiva negligenza medica relativamente all’opera prestata dal medico curante, subita nell’arco di tempo in cui il paziente è stato sottoposto alle sue cure, idonea a determinare un aggravamento delle condizioni di salute della persona, secondo il principio di causalità adeguata, sarebbe stato onere del medico provare il contrario. Provare, quindi, che le cure dal medesimo effettuate sul paziente, per quanto inutili sul piano del recupero della funzionalità dell’apparato dentario coinvolto, e comunque denotanti una sua complessiva negligenza sotto il profilo dell’ars medica, non abbiano avuto alcun impatto sulla salute della persona rispetto alle condizioni pregresse di salute che egli stesso aveva potuto sin dall’inizio constatare e apprezzare.  Deve valutarsi, pertanto, in tema di prova della responsabilità contrattuale ascrivibile a comportamento negligente del medico e di causalità giuridica, quanto accertato dal CTU in relazione ai lavori di implantologia effettuati dal medico curante sotto il profilo della diligenza medica, nonché causativi di un aggravamento delle condizioni di salute della persona.  Le osservazioni della Corte di Cassazione Civile con sentenza n.5128/2020 hanno ripercorso i consolidati orientamenti sul tema, come segue:.  – per la responsabilità contrattuale, “ove sia dedotta una … Continua a leggere...