In caso di sinistro, nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, è utile riassumere gli aspetti salienti delle modalità di denuncia di un sinistro, redatto cosi come previsto dall’Art. 13 del Regolamento IVASS n. 13 del 6 Febbraio 2008:

1. In primo luogo vi è l’obbligo di informare per iscritto la propria compagnia di assicurazioni sia se il danno é stato subito o provocato (ai sensi dell’art.1915 c.c. l’inadempimento degli obblighi relativi alla denuncia di sinistro può comportare la perdita totale o parziale del diritto all’indennizzo). Il  modulo di denuncia (modulo C.A.I. constatazione amichevole d’incidente) rende più facile tale adempimento. Se si è giunti a un accordo sulla dinamica dell’incidente, il modulo C.A.I. dovrà essere firmato da tutti i conducenti coinvolti, in modo tale da ridurre i tempi del risarcimento dei danni, ma in caso di disaccordo tra le parti coinvolte nel sinistro, è sempre bene riempire il modulo singolarmente per proprio conto così da fornire la propria versione dei fatti. Nell’eventualità che il C.A.I. non venga compilato è necessario, comunque, informare per iscritto la propria compagnia assicurativa con una descrizione dettagliata dell’incidente (c.d. denuncia cautelativa). Qualora vi fossero, inoltre, testimoni dell’incidente é necessario comunicarlo nel primo atto di denuncia del sinistro o di richiesta di risarcimento, ai fini dell’ammissibilità della prova in un eventuale futuro giudizio;

2.la propria compagnia è titolare della gestione della lite, quindi, se il sinistro non rientra nella procedura d’indennizzo diretto, può gestire la trattazione del danno con la controparte, qualora vi sia una richiesta di risarcimento;

3.la procedura d’indennizzo diretto può avvenire quando:

-l’incidente abbia coinvolto soltanto due veicoli entrambi identificati, assicurati ed immatricolati in Italia ovvero se uno dei due veicoli (o entrambi) è un ciclomotore ( targato);

– in presenza di lesioni personali dei trasportati oltre al conducente non gravi (invalidità permanente non superiore al 9%), oltre alle cose trasportate e al veicolo. Il terzo trasportato che subisce lesioni alla persona dovrà effettuare la propria richiesta di risarcimento all’assicuratore del veicolo sul quale viaggiava e potrà ricevere l’indennizzo a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti.

La procedura di risarcimento diretto non si applica in caso di danni fisici subìti dai passanti o da terzi al di fuori dei veicoli.

La richiesta di risarcimento o il modulo C.A.I. deve essere completa in tutti gli elementi previsti  e può essere consegnata a mano alla propria impresa di assicurazioni oppure inviata mediante lettera raccomandata A/R o PEC (posta elettronica certificata) o a mezzo telegramma, telefax o posta elettronica semplice (se quest’ultima modalità non é esclusa dalle condizioni della propria polizza).

Qualora il sinistro sia avvenuto con un veicolo non assicurato o non identificato sarà necessario formulare la richiesta di risarcimento alla c.d. “impresa designata” (la compagnia di assicurazione designata alla liquidazione dei sinistri , in base al luogo di accadimento) a carico Fondo di garanzia per le vittime della strada  presso CONSAP S.p.A. All’indirizzo https://www.consap.it/servizi-assicurativi/fondo-di-garanzia-per-le-vittime-della-strada/ sarà possibile trovare: l’elenco delle imprese designate; le informazioni sui massimali di copertura; i modelli di richiesta risarcimento danni da compilare in base alla tipologia del sinistro e quant’altro utile.

Giurisprudenza:

Cass.Civ. Ord. n.22415/2017 “La corte d’appello ha ritenuto applicabile, a proposito della tempestività della denuncia del sinistro da parte dell’assicurata, il termine di cui all’art. 1913 cod. civ.Tale decisione si pone in contrasto con l’orientamento di questa Corte, secondo cui la denuncia di sinistro stradale (cui sia applicabile ratione temporis l’art. 5 legge 26 febbraio 1977 n. 39) deve esser trasmessa, pur senza la prefissione di un termine, all’assicuratore prima di citarlo in giudizio, non solo per informarlo (artt. 1334 e 1913 cod. civ.) delle circostanze, modalità e conseguenze del sinistro, onde consentirgli la liquidazione stragiudiziale del danno derivatone, ma anche, nel caso di denuncia congiunta, ai fini della presunzione, fino a prova contraria a carico di esso assicuratore, della veridicità delle dichiarazioni ivi contenute; se invece il modulo di constatazione amichevole è portato per la prima volta a conoscenza dell’assicuratore nel corso del giudizio nei suoi confronti, le predette dichiarazioni hanno valore soltanto indiziario (Sez. 3, Sentenza n.3276 del 16/04/1997, Rv. 503719).Pertanto, nel caso di specie non trovava applicazione il termine perentorio invece ravvisato dalla corte d’appello e la sentenza deve essere cassata, nei termini di cui in motivazione.”

Cass.Civ.n.30675/2017 “La corte territoriale ha motivato la ritenuta decadenza assicurativa, a norma dell’art. 1913, cod. civ., applicato in combinato disposto con l’art. 1915, cod. civ., per tardiva denuncia effettuata dal Piazza solo all’atto della costituzione in giudizio. Dunque, non vi è neppure alcuna violazione del vincolo giudiziale in ordine alle prove offerte dalle parti e all’obbligo di motivazione. È evidente che il termine di decadenza risultava superato anche solo con il decorrere del termine a comparire in giudizio. Restando irrilevante ogni altro profilo, incluso quello dell’eventuale riduzione o pure elisione del danno che sarebbe potuta derivare dall’adempimento dell’obbligo di avviso (Cass., 19/02/2016, n. 3264, pag. 9 della motivazione, citata dallo stesso ricorrente in memoria). Infatti, la tesi del ricorrente per cui mancherebbe l’intento fraudolento, e in ogni caso il dolo presupposto, oltre al danno, non può essere in alcun modo seguita poiché, secondo la costante e condivisibile nomofilachia, affinché l’assicurato possa ritenersi dolosamente inadempiente all’obbligo di dare avviso all’assicuratore, ai sensi dell’art. 1915, primo comma, cod. civ., con l’effetto di perdere, per ciò, il diritto all’indennità, non è richiesto lo specifico e fraudolento intento di arrecare danno all’assicuratore, ma è sufficiente la consapevolezza dell’obbligo previsto dalla norma e la cosciente volontà di non osservarlo (Cass., 30/06/2015, n. 13355, Cass., 11/03/2005, n. 5435)”

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