A questa domanda risponde esaustivamente una sentenza civile della Corte di Cassazione e precisamente la n. 8371 del 20 giugno 2000, la quale chiarisce che:

– “L’azione di rivalsa presuppone che l’obbligazione gravante su un soggetto possa essere trasferita ad un terzo tenuto, per legge o per contratto, a rivalere il soccombente di quanto egli sia tenuto a pagare al creditore;

– la medesima non è pertanto ipotizzabile nel caso di più debitori tenuti in solido a risarcire il danno derivante da un fatto ad essi imputabile, in quanto ciascuno è obbligato nei confronti del danneggiato per l’intero, salva l’azione di regresso di colui che abbia corrisposto l’intero credito nella misura determinata dalla gravità delle rispettive colpe e dalle conseguenze da essa derivanti.”

L’azione di rivalsa del sanitario prevista dall’art. 9 della legge Gelli n. 24/2017, per come è disciplinata, non può quindi identificarsi con quella di regresso, ogni volta che, a causa della mancata partecipazione del medico alla causa intrapresa dal danneggiato contro la struttura sanitaria, non è possibile sapere a monte se esiste o meno l’obbligazione solidale.

Per quanto riguarda quindi la ripartizione degli obblighi risarcitori, nell’azione di regresso

Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di Assibot
Per favore .
Non sei abbonato? Registrati

Ti è stato utile questo articolo?

Assi Bot

Comments are closed.