Non di rado accade che in un sinistro vi siano più danneggiati e che tutti si rivolgano alla compagnia assicuratrice del responsabile per ottenere il risarcimento del danno. Nel caso in cui il massimale di garanzia RCA sia insufficiente a soddisfare integralmente le pretese risarcitorie, trova applicazione l’art. 140 CdA, a mente del quale “i diritti delle persone danneggiate nei confronti dell’impresa di assicurazione sono proporzionalmente ridotti fino alla concorrenza delle somme assicurate”.

I pagamenti in eccesso eventualmente eseguiti in favore di alcuni danneggiati obbligano l’impresa assicuratrice a rispondere, nei confronti degli altri danneggiati, nei limiti dell’eccedenza della somma assicurata rispetto a quanto versato. L’assicurazione, infatti, è sempre tenuta a rispondere fino al raggiungimento del massimale nei riguardi di ogni danneggiato, salvo che questi acconsenta all’integrale risarcimento di taluno dei danneggiati. Tale garanzia grava sulla compagnia anche quando quest’ultima abbia proceduto alla liquidazione sovrabbondante ignorando l’esistenza di altre persone danneggiate, pur se con la dovuta diligenza ha tentato di identificarle.

Gli stessi danneggiati insoddisfatti, dal canto loro, hanno diritto di ripetere, da chi abbia ricevuto il risarcimento dall’impresa di assicurazione RCA, le somme che gli spettavano secondo il criterio della ripartizione proporzionale. L’art. 140 CdA, che mira a salvaguardare il principio generale della parità delle condizioni dei creditori, impone che nelle cause fra l’impresa di assicurazione e le persone danneggiate venga instaurato un litisconsorzio necessario proprio al fine di garantire la corretta distribuzione tra i creditori-danneggiati del massimale incapiente. Anche in corso di causa, l’impresa può liberarsi nei confronti degli aventi diritto al risarcimento mediante il deposito, irrevocabile e vincolato, di una somma entro i limiti dello stesso massimale della polizza.

Molte possono essere le variabili nella riduzione proporzionale del risarcimento verso la pluralità dei danneggiati qualora il massimale di copertura sia incapiente ovvero quando i massimali siano differenziati per tipologia di sinistro e senza dimenticare l’intervento dei possibili assicuratori sociali per le proprie prestazioni.

L’onere dell’assicuratore, comunque, è quello di identificare diligentemente le persone danneggiate e se non riuscisse, in modo incolpevole, risarcendo solo alcune di esse (decorsi trenta giorni dall’incidente) per una somma superiore alla quota spettante a ciascuno, risponde verso le altre persone danneggiate nei limiti dell’eccedenza della somma assicurata rispetto alla somma versata. Infine, per alleviare l’onere dell’assicuratore di dover rintracciare tutti i danneggiati ed evitare l’eventuale ritardo nell’adempimento dell’obbligazione, il comma 4 dell’art.140 CdA, prevede la possibilità di un deposito liberatorio (in genere presso una banca), effettuato nei limiti del massimale, in modo irrevocabile e vincolato a favore di tutti i danneggiati. Questi ultimi, quindi, potranno essere soddisfatti del loro credito dopo aver ottenuto il titolo negoziale o giudiziale. Anche in questo caso, se il deposito fosse capiente per tutti i danneggiati, vengono pagate le rispettive quote alle vittime e in caso di eccedenza delle somme depositate restituite all’assicuratore; se il deposito inferiore all’intero massimale, invece, fosse non sufficiente per tutti i danneggiati viene applicato il metodo proporzionale di ripartizione della liquidazione dei danni. L’assicuratore é liberato da ogni onere solo quando la somma depositata è capiente e pari al massimale di copertura.

Giurisprudenza:

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