Il veicolo é in circolazione sia quando é in movimento (rischio dinamico) che quando è in sosta nel tempo (rischio statico) ovvero quando è in fermata momentanea. (D.M. n.86/2008, lett.b), comma 2, art.3).

Giurisprudenza:

Cass.Civ. Ord. n.27371/2017, “… una vettura motrice, congiunta ad una vettura rimorchio allo scopo di formare un unico traino sotto una sola guida effettiva, non assume rilievo quale entità a sé stante, ma soltanto come parte di un’entità circolante idealmente inscindibile. Ne consegue che il proprietario della vettura trainata, consentendone la circolazione mediante il traino, si espone alla presunzione di responsabilità prevista dall’art. 2054, terzo comma, cod. civ., ed è solidalmente responsabile con il proprietario e conducente del veicolo propulsore, senza possibilità di distinguere tra i diversi elementi che compongono il mezzo circolante» (Cass. n. 6431/2015, conforme a Cass. n. 2206/1980);

tale principio è coerente con quello (cfr. Cass. n. 13200/2012) secondo cui l’assicurazione obbligatoria stipulata per la motrice copre la responsabilità per i danni provocati dal rimorchio ad essa agganciato (c.d. rischio dinamico), che trova

giustificazione proprio nella considerazione unitaria del complesso autoarticolato (mentre l’autonomia del rimorchio rileva, anche ai fini della necessità di una specifica copertura assicurativa, soltanto nella specifica ipotesi del “rischio statico”, per il caso che il rimorchio provochi danni quando è fermo o manovrato a mano)”;

– Cass.Civ. Sent. Sez. U n.8620/2015, confermando che da tempo il concetto di circolazione comprende sia i veicoli in movimento che quelli in stato di quiete (arresto, fermata, sosta), le Sezioni Unite sono intervenute per risolvere un contrasto giurisprudenziale attinente l’applicazione della disciplina della assicurazione obbligatoria. Se in alcuni casi di sosta di un veicolo che svolga specifiche operazioni funzionali alle caratteristiche proprie del mezzo, nel caso in specie, di un mezzo in sosta, munito di un braccio meccanico di sollevamento, in conseguenza della quale un cassone metallico, in fase di caricamento, era scivolato travolgendo la vittima.  Le Sezioni Unite hanno affermato che il concetto di circolazione stradale di cui all’art. 2054 c.c. include anche la posizione di arresto del veicolo e ciò in relazione sia all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade e quindi anche quelle operazioni speciali per le quali il mezzo è utilizzato.Pertanto, per l’operatività della garanzia per R.C.A. è necessario che il veicolo, su strada di uso pubblico o su area ad essa parificata, mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e cioè sia per le sue funzionalità che di eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l’uso che in concreto se ne faccia, semprechè esso rientri nelle caratteristiche del veicolo medesimo. Sulla base di tale principio esula, invece, dall’operatività della garanzia R.C.A. l’ipotesi di un’autovettura utilizzata come “autobomba” che rappresenta una fattispecie di utilizzo per le sue funzionalità e per la normativa di riferimento;

– Cass.Civ. n.24622/2015 ha applicato il medesimo principio di operatività della garanzia R.C. A., per un danno arrecato dal braccio meccanico seagente, che costituiva un parte del veicolo assicurato. 

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