Si ha concorso di colpa quando un incidente stradale è causato per colpa di entrambi i conducenti e non per responsabilità esclusiva di uno solo di questi. L’attribuzione della responsabilità per i danni causati negli incidenti stradali è regolata dall’art. 2054 c.c.. Mentre il primo comma della disposizione codicistica addossa, al conducente del veicolo che ha provocato l’incidente, la responsabilità per i danni provocati, il secondo comma, regola il cosiddetto “concorso di colpa paritario”, presumendo fino a prova contraria che “ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli”.

L’ipotesi di identica responsabilità, ex art. 2054, comma 2, c.c., tuttavia, risulta applicabile solo quando appare impossibile accertare effettivamente il grado di colpa di ogni conducente dei veicoli coinvolti nel sinistro e siffatta indagine è devoluta al giudice di merito.

Come affermato dalla costante giurisprudenza, infatti, “in tema di responsabilità civile per i sinistri occorsi nella circolazione stradale, la presunzione di colpa prevista in ugual misura a carico di ciascuno dei conducenti dall’articolo 2054, secondo comma, cod. civ., ha funzione meramente sussidiaria, giacché opera solo ove non sia possibile l’accertamento in concreto della misura delle rispettive responsabilità, con la conseguenza che, nel caso in cui risulti che l’incidente si è verificato per esclusiva colpa di uno di essi e che, per converso, nessuna colpa è ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo è esonerato dalla presunzione suddetta e non è, pertanto, tenuto a provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno” (cfr. ex multis, Cass. n. 3696/2018; Cass. n. 25412/2017).

 

Giurisprudenza:

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