di Redazione. Come ribadito dalla Corte di Cassazione Civile n.18591/2019, nel contratto di coassicurazione, disciplinato dall’art. 1911 cod. civ., la garanzia assicurativa viene ripartita tra più assicuratori per quote determinate, per cui ciascun assicuratore è tenuto al pagamento dell’indennità assicurata in proporzione della rispettiva quota, anche se unico è il contratto, sottoscritto da tutti gli assicuratori. Si realizza, in tal modo, una struttura oggettivamente unitaria del negozio (a differenza dell’assicurazione plurima o cumulativa), ma soggettivamente composita dal lato degli assicuratori, che, d’accordo tra loro e con il contraente assicurato, prestano la garanzia frazionatamente, in misura della rispettiva concordata partecipazione al rischio. In presenza di una pluralità di posizioni debitorie distinte caratterizzate dalla parziarietà, viene ad essere escluso tra i coassicuratori ogni vincolo di solidarietà, con la conseguente insussistenza di un diritto di regresso. L’impegno di più assicuratori, previo versamento di un premio da parte dell’assicurato, è quello di procurare all’assicurato stesso, in caso di realizzazione del rischio coperto, la prestazione convenuta all’atto della stipula del contratto. 

Con la “clausola di delega” nel contratto di coassicurazione, in caso di prestazioni effettuate da uno dei coassicuratori, non si modifica il rapporto contrattuale tra i vari assicuratori, ma con detta clausola si attua il conferimento, ad uno dei coassicuratori, dell’incarico di gestire le polizze con l’assegnazione di un potere rappresentativo nel compimento di atti giuridici o nel pagamento dell’indennizzo che può essere, così, eventualmente richiesto al delegato anche nella qualità di rappresentante degli altri.

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