La procedura di risarcimento o di indennizzo diretto rappresenta una procedura liquidativa che è stata introdotta all’interno della normativa italiana dal Decreto del Presidente della Repubblica n.254/2006. Mediante tale procedura chi ha subito un danno può richiedere e ottenere un risarcimento non dal danneggiante ma dalla sua assicurazione.

La procedura di risarcimento si applica quando i veicoli coinvolti sono due, entrambi assicurati RCA e identificati, indipendentemente che vi siano danni alle cose o alle persone. Tale procedura, secondo l’art. 148 del Codice delle Assicurazioni Private del 2005, non può applicarsi quando le lesioni subite durante l’incidente sono accertate come “macropermanenti”, ossia hanno prodotto un danno superiore al 9%.

Non si può seguire la procedura di risarcimento quando un sinistro ha avuto luogo all’estero o se per un sinistro interviene il Fondo di Garanzia. Non si può richiedere l’indennizzo diretto, inoltre, quando uno dei due veicoli è immatricolato all’estero, ma anche quando non vi è alcun urto fra i veicoli, o se i veicoli coinvolti sono speciali, così come ciclomotori senza “nuova targa” o anche macchine agricole.

Ad avviare la procedura di risarcimento è il danneggiato che invia una richiesta alla propria compagnia assicuratrice la quale dovrà provvedere alla liquidazione dei danni per conto della compagnia assicuratrice del veicolo del danneggiante.

La richiesta deve contenere delle informazioni essenziali, in assenza delle quali, l’assicurazione può ottenere una sospensione. Tali informazioni sono: nome, cognome, C.F, età e mansione lavorativa e reddito del danneggiato. A queste si devono aggiungere le lesioni subite e il certificato medico che dimostri l’avvenuta guarigione. Inoltre è necessario descrivere le modalità dell’incidente e il luogo, il giorno e l’intervallo di ore durante le quali è possibile prendere visione delle cose danneggiate (se ve ne sono).

Per ultimo, il danneggiato deve allegate una dichiarazione con la quale afferma di non aver diritto a prestazioni da parte di enti legate ad assicurazioni sociali obbligatorie. Nel caso in cui ne abbia diritto, deve specificare di quali benefici gode.

Nell’eventualità l’incidente abbia provocato la morte del conducente allora deve essere allegato lo stato di famiglia e il certificato di morte. Se medici, paramedici o forze dell’ordine sono intervenuti dopo l’incidente è bene specificarlo nella richiesta di risarcimento.

La richiesta deve essere inviata mediante Raccomandata con ricevuta di Ritorno o PEC. Per conoscenza è meglio inviarne copia anche all’assicurazione della controparte.

Una volta ricevuta la richiesta la compagnia assicuratrice ha 90 giorni di tempo. se si sono verificate lesioni alle persone, o 60 giorni, se i danni riguardano le cose, per formulare un’offerta o negare il risarcimento, sostenendo le ragioni di tale diniego.

Dal momento della ricezione della documentazione, la compagnia può segnalare eventuali mancanze: in questo caso il danneggiato ha 30 giorni per produrre i documenti che mancano. I termini per ottenere una risposta dall’assicurazione partiranno nuovamente dalla ricezione della documentazione completa.

Quando la compagnia ha tutto il necessario può formulare l’offerta al danneggiato che può accettarla ed essere liquidato entro 15 giorni. Se il danneggiato ritiene l’offerta non soddisfacente o non risponde alla compagnia assicuratrice, quest’ultima corrisponde la somma offerta che sarà sommata alla liquidazione totale del danno.

Se manca l’accordo il danneggiato può ricorrere all’azione diretta in giudizio. Prima di raggiungere l’azione in giudizio deve tentare, obbligatoriamente, la negoziazione assistita. Tale azione deve essere svolta nei confronti della propria compagnia assicuratrice, anche se la compagnia del danneggiante può estromettere l’altra compagnia e intervenire in giudizio.

In ogni caso, il risarcimento diretto, da parte del proprio assicuratore, avviene sia quando la polizza assicurativa r.c.a. esiste ed é efficace, ma anche se vi fossero delle eccezioni fondate sul contratto tra il responsabile del danno e il proprio assicuratore.

Giurisprudenza:

Cass. Civ. n.3146/2017 “La procedura di indennizzo diretto si applica anche al caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, salva l’ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante ed a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno. Ciò emerge chiaramente dalla lettera dall’art. 1, comma 1, lettera d), del regolamento emanato ai sensi dell’art. 150 del codice delle assicurazioni private, che contiene la disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale (D.P.R. 18 luglio 2006, n. 254), e che prevede che la suddetta procedura sia applicabile in caso di “collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entità ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili”.

 

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