L’art. 14 del Codice della Strada dispone che gli enti proprietari delle strade debbano garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione. A tal fine, la norma pone in capo agli stessi e in particolare, gli obblighi di:

– manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi;

– controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze;

– apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta.

Nel caso di strada in concessione, i medesimi poteri e compiti dell’ente proprietario sono assunti dal concessionario, salvo che sia diversamente stabilito. Ne deriva che, se la violazione dei predetti obblighi cagiona un danno agli utenti della strada, gli enti proprietari e i concessionari si presumono responsabili. Tale responsabilità civile, di regola, grava su ANAS per strade ed autostrade di interesse nazionale e su Regioni, Province e Comuni, rispettivamente, per strade regionali, provinciali e comunali sia urbane che extraurbane.

Ai sensi dell’art. 47 Legge n. 120/2010, inoltre, gli enti proprietari e concessionari della strade e delle autostrade nelle quali si registrano maggiori tassi di incidentalità sono tenuti ad effettuare anche specifici interventi di sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica e delle barriere volti a ridurre i rischi relativi alla circolazione. Gli interventi rilevano anche rispetto alla determinazione degli eventuali incrementi tariffari, con la precisazione che, come espressamente previsto dalla norma, al loro finanziamento si deve far corso “nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

Giurisprudenza:

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