TRIBUNALE DI ……

RICORSO EX ART. 702 BIS C.P.C.

 

Per il Sig. …., nato a …. il …., C.F. …. , residente in …., alla via …. n. …., C.F……. nella qualità di erede della Sig.ra……. nata a …….il …… CF……, deceduta in ……… il ……, rappresentato e difeso, in virtù di procura apposta in calce al presente atto, dall’Avv………. presso il cui studio in ……….via…… è elettivamente domiciliato, e presso il cui numero di fax ….. o indirizzo Pec ……….. chiede espressamente di ricevere tutte le comunicazioni e gli avvisi relative al presente procedimento ….

CONTRO

il Dott. ………., nato a …., il …., C.F…., residente in ….,

NONCHE’

…..Assicurazioni s.p.a. …. C.F./P.I. …., in persona del legale rapp.te p.t., con sede legale in …., via ….;

PREMESSO CHE

– l’odierno attore è l’unico erede della Sig.ra…. …. (vedi allegato n……), nata a …., il …. e deceduta in …., il …. (vedi allegato n…….), a causa di una patologia tumorale (nella specie…….) non diagnosticata;

– in particolare, la de cuius a causa di un problema… ……., si recava in data …….. presso lo studio medico del dott. …….., ginecologo, per sottoporsi a visita specialistica (vedi allegato n. ……….);

– il Dott……….., dopo averla visitata, non ravvisava alcuna anomalia, ritenendo il problema esposto dalla Sig.ra…… …… (vedi allegato n………..);

– nei giorni successivi essendo persistente la sintomatologia, la Sig.ra ……… si recava di nuovo presso lo studio medico del Dott………….e lo stesso, nel ribadire la precedente diagnosi, consigliava in ogni caso l’espletamento di accertamenti strumentali (v. allegato n……………);

– la Sig.ra …. espletava quanto prescritto dal Dott…………e quindi si recava nuovamente presso lo studio medico dello stesso…………….il quale, nonostante i risultati mostrati, non si accorgeva della presenza della patologia tumorale (vedi allegato n…………..) che dopo soli quattro mesi dalla prima visita avrebbe provocato il decesso della Sig.ra …… in data …….;

– con ricorso ex art. 696 bis c.p.c. (vedi allegato n………..), l’istante adiva l’intestato Tribunale per ottenere la nomina di un C.T.U. che, previo esperimento del tentativo di conciliazione, accertasse la causa della morte della Sig.ra……… nonché il nesso di causalità tra l’evento e la condotta (omissiva) tenuta dal Dott…….., e la quantificazione degli eventuali danni.

– il C.T.U. nominato, fallito il tentativo di conciliazione, depositava quindi la consulenza medico legale (vedi allegato n……………);

– alla luce di tutto quanto sopra premesso appare in modo del tutto manifesto il diritto dell’odierno attore ad ottenere il risarcimento dei gravi danni illegittimamente patiti a seguito del decesso del suo dante causa per la mancata/tardiva diagnosi della patologia da parte del Dott. …..

Invero, in considerazione che la misura della perizia nell’attività esercitata varia in relazione alla qualifica professionale del debitore ed alla specializzazione nello specifico settore di attività, va evidenziato che al professionista è richiesta una diligenza particolarmente qualificata, nonché il rispetto degli obblighi di buona fede oggettiva e correttezza, osservando obblighi di informazione e di solidarietà sociale.

In particolare, in tema di danno alla persona conseguente a responsabilità medica, l’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale, nonostante l’ineluttabilità della malattia, causando un ritardo nell’esecuzione anche di un mero intervento c.d. palliativo, determina al paziente un danno per non aver potuto alleviargli il dolore. A questo si aggiunge la perdita per il paziente della chance di vivere per un periodo di tempo in più (anche di breve durata) rispetto a quello effettivamente vissuto, o anche solo della chance di conservare durante il decorso della patologia una “migliore qualità della vita”. La paziente, laddove tempestivamente informata, avrebbe anche potuto scegliere il da farsi per fruire della salute e tempo residui, ivi compresa la rinuncia alle cure per esplicare le proprie attitudini psico-fisiche.

Nel caso di specie, il comportamento tenuto dal Dott…….. non è stato improntato alla dovuta diligenza, in quanto il professionista ha attuato un approccio diagnostico insufficiente in relazione ad un quadro patologico che andava approfondito con esami diagnostici specifici.

Per tali ragioni, anche laddove si rilevasse che la patologia avrebbe avuto una progressione rapidamente tumultuosa, per cui, poco o nulla, sarebbe cambiato relativamente al decorso clinico, concludendo per l’insussistenza del nesso causale tra l’aggravamento della malattia e il comportamento omissivo del professionista, ciò non terrebbe in dovuta considerazione che anche in presenza di una situazione deponente per un prossimo ed ineluttabile exitus l’intervento medico poteva essere comunque volto a consentire alla paziente di poter eventualmente fruire di un intervento anche meramente palliativo idoneo, se non a risolvere il processo morboso o a evitarne l’aggravamento, quantomeno ad alleviarne le sofferenze.

A tale stregua, si ribadisce, l’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale assume rilievo causale non solo in relazione alla chance di vivere per un periodo di tempo (anche breve) in più rispetto a quello poi effettivamente vissuto ma altresì per la perdita da parte della paziente della chance di conservare, durante il decorso, una “migliore qualità della vita”;

– l’art. 7, comma 3 della l. n. 24/2017 stabilisce che l’esercente la professione sanitaria risponde del proprio operato ai sensi dell’art. 2043 c.c.;

– il successivo art. 12, comma 1, l. n. 24/2017, stabilisce che il soggetto danneggiato ha diritto di agire direttamente, entro i limiti delle somme per le quali è stato stipulato il contratto di assicurazione, nei confronti dell’impresa di assicurazione che presta la copertura assicurativa alle strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private.

Per i motivi sopraesposti, risultando accertato che il danno subito dal ricorrente è dovuto ad una condotta omissiva del sanitario, l’istante come sopra rappresentato e difeso,

CHIEDE

che codesto Ill.mo Tribunale voglia fissare, ai sensi dell’art. 702 bis comma 3 c.p.c., con decreto l’udienza di comparizione delle parti, assegnando il termine per la costituzione dei convenuti che deve avvenire non oltre 10 giorni prima dell’udienza, con l’avvertimento che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 702-bis, commi 4 e 5, c.p.c. e che, in difetto di costituzione, si procederà in loro contumacia, per sentir accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, disattesa ogni contraria istanza, eccezione e deduzione, provvedere come di seguito:

– accertare e dichiarare la esclusiva responsabilità ex art. 2043 c.c. del Dott……. Nato a…… il ……..in ordine al decesso della sua dante causa in virtù della mancata/tardiva diagnosi della patologia tumorale e per l’effetto condannare in solido il Dott………. e la …… Assicurazioni S.p.A. ……. C.F./P.I……… in persona del legale rapp.te p.t. con sede legale in ….. via ….. al risarcimento del danno morale terminale ad esso dovuto a seguito della morte della congiunta, da determinarsi in via equitativa, oltre interessi e rivalutazione come per legge.

 

Con vittoria di spese, diritti ed onorari ed attribuzione.

IN VIA ISTRUTTORIA

Si allegano i documenti ……… indicati nel presente atto, riservandosi di produrne altri con le memorie di cui all’art. 183, comma 6, c.p.c., la concessione dei cui termini sin da ora viene richiesta.

Si nomina C.T. di parte il Dott. ….

Ai sensi dell’art. 14 del dpr n. 115/2002 si dichiara che il valore del presente procedimento, secondo le norme del codice di procedura civile, è pari ad Euro …. …ed è assoggettato a contributo unificato pari ad Euro ….

Allegati…..

…..

Luogo e data….

Firma Avv. ….

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