Nel cantiere edile si erano verificati degli infortuni sul lavoro durante la realizzazione di un complesso alberghiero mediante parziale recupero e completa ristrutturazione di una struttura archeologica industriale. Un immobile vincolato, da cui l’obbligo di conservazione di alcune strutture murarie. Si era accertato che, a fronte di una situazione di generale instabilità e precarietà strutturale, i responsabili dei lavori nel cantiere avrebbero dovuto mettere in sicurezza i muri dell’edifico attraverso opere di stabilizzazione, mai effettuate. 

Sul caso, la Cassazione Penale n.13865/2020 analizzava il ruolo del direttore tecnico, del responsabile della sicurezza e del datore di lavoro.

Ampia delega era stata conferita dal legale rappresentante della società appaltatrice al soggetto delegato, quale direttore tecnico e responsabile della sicurezza con piena responsabilità in materia antinfortunistica e impegno di spesa illimitato. L’imputato, inoltre, rivestendo una specifica posizione di garanzia collegata alla sua qualifica di responsabile delegato alla sicurezza dell’impresa appaltatrice (datore di lavoro), aveva il potere-dovere di valutare attentamente la progettazione di sicurezza e la sua adeguatezza, in special modo con riguardo alle necessità di adeguamento alle circostanze sopravvenute in corso di lavorazione. 

Con la procura conferita dal datore di lavoro, “…era stata attribuita ogni competenza e potere di iniziativa nel settore della prevenzione e della sicurezza sul luogo di lavoro, nonché il potere di integrare e adeguare il piano operativo della sicurezza in ragione della specificità delle lavorazioni che si andavano via via svolgendo, anche in ragione della sua veste di direttore tecnico della ditta capofila dell’ATI cui erano stati demandati tutti i lavori di cantierizzazione ad eccezione delle palificazioni, e pertanto quale responsabile del rispetto del POS anche in relazione ai segmenti di lavorazione ripartiti con le altre aziende comprese nell’associazione e di quelle cui erano stati subappaltati specifici interventi, come in relazione alle operazioni di carpenteria affidati…” ad altra ditta.

I profili formali “..dell’assunzione della qualifica di datore di lavoro in materia di infortuni sul lavoro gli obblighi di prevenzione, assicurazione e sorveglianza, gravanti sul datore di lavoro, possono essere trasferiti con conseguente subentro del delegato nella posizione di garanzia che fa capo al delegante, a condizione che il relativo atto di delega ex art. 16 del D.Lgs. n. 81 del 2008 riguardi un ambito ben definito e non l’intera gestione aziendale…. sia espresso ed effettivo, non equivoco ed investa un soggetto qualificato per professionalità ed esperienza che sia dotato dei relativi poteri di organizzazione, gestione, controllo e spesa”. 

L’art.16 (Delega di funzioni) del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), recita:

“1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, e’ ammessa con i seguenti limiti e condizioni: 

a) che essa risulti da atto scritto recante data certa;

b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed   esperienza  richiesti  dalla  specifica  natura  delle  funzioni delegate;

c)   che   essa   attribuisca  al  delegato  tutti  i  poteri  di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;

d)   che  essa  attribuisca  al  delegato  l’autonomia  di  spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate;

e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto.

2. Alla delega di cui al comma 1 deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità.
3. La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. L’obbligo di cui al primo periodo si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui all’articolo 30, comma 4. 

3-bis. Il soggetto delegato può, a sua volta, previa intesa con il datore di lavoro delegare specifiche funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle medesime condizioni di cui ai commi 1 e 2. La delega di funzioni di cui al primo periodo non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al delegante in ordine al corretto espletamento delle funzioni trasferite. Il soggetto al quale sia stata conferita la delega di cui al presente comma non puo’, a sua volta, delegare le funzioni delegate.” .

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