La compagnia di assicurazione, nel “proemio” della polizza assicurativa dei crediti commerciali, predisposta dall’assicuratore, “…aveva specificato a caratteri cubitali, che il contratto assicurava contro il rischio di insolvenza i crediti commerciali, decorsi 240 giorni dalla denuncia di morosità del debitore, in caso di insolvenza sia di diritto che di fatto.”. Ad avviso dell’assicurato, ricorrente, non vi era alcuna menzione contrattuale circa la distinzione tra la perdita effettiva e quella presunta, mentre, il Collegio arbitrale, adito per la controversia, “.. aveva ritenuto di non potere utilmente considerare il termine di 240 giorni decorrente dalla denuncia di morosità ai fini del rigetto dell’eccezione di prescrizione in quanto, ………….., detta previsione contrattuale era esclusivamente riferita all’ipotesi di liquidazione dell’indennizzo a titolo di perdita presunta.” Il ricorrente, a contrario, sosteneva che detta previsione, come indicato nel “proemio” di polizza, “.. era riferibile anche alla perdita definitiva e prima dello spirare del termine di 240 giorni dalla ricezione della denuncia di morosità la prestazione assicurativa neppure era esigibile, sicché il termine di prescrizione iniziava a decorrere, a norma dell’art.2935 cod. civ., alla scadenza dei 240 giorni, ossia dal giorno in cui il diritto poteva essere fatto valere.” Successivamente la Corte di merito, aveva affermato “.. che il testo e l’intenzione delle parti corrispondevano all’esegesi degli arbitri, con ciò negando equivocità/contrasto d’ambito applicativo del contratto…” 

La Corte di Cassazione civile con Ordinanza n.16554/2020, premetteva che nel caso concreto, “…si verteva in ipotesi di perdita definitiva (insolvenza di diritto che si intende verificata alla data di apertura del concordato preventivo- ex art. … c.g.a.- l’oggetto dell’indennizzo era la perdita subita a seguito di insolvenza degli acquirenti), secondo il Collegio arbitrale, in base ad interpretazione complessiva delle clausole ex art.1363 c.c. (art…. della polizza in combinato disposto con gli artt…. e…. c.g.a.), il termine di prescrizione aveva iniziato a decorrere dalla data di apertura del concordato preventivo ……. (di seguito non perfezionato con il conseguente fallimento del debitore ….) o dall’ultima denuncia di morosità (……….), e non dovevano computarsi, ossia aggiungersi, i 240 giorni dalla ricezione della denuncia di morosità, perché, ad avviso del collegio arbitrale, la previsione di questo termine aggiuntivo si riferiva solo all’ipotesi di perdita virtuale.”

La S.C. rigettava, quindi, il ricorso motivando, in particolare, che “La ricorrente, peraltro, non riporta esattamente nel ricorso il contenuto contrattuale, anche delle condizioni generali di assicurazione, relativo alla distinzione tra perdita effettiva e/o presunta e ai presupposti della dilazione, avuto riguardo all’interpretazione complessiva delle clausole effettuata dal Collegio arbitrale di cui si è detto, e quindi, in parte qua, la critica difetta di autosufficienza ed è svolta genericamente, solo con riferimento al “proemio”….. “.

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