Come da specifica disposizione dell’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in tema ambientale e in attuazione della direttiva 2004/35/CE, è emerso il principio volto a garantire che il responsabile dell’inquinamento “paghi” per l’illecito ambientale quando via sia certezza processuale nella causazione dell’evento. Tale principio, modificato e ridimensionato, nei suoi vari aspetti, sia dai recepimenti delle discipline nazionali che dalla direttiva sulla responsabilità ambientale e dalla direttiva sui rifiuti, ha delineato una sorta di responsabilità oggettiva, meno rigorosa e con spazi di valutazione delle esimenti, non riuscendo sempre a risolvere il problema degli obblighi di condotta per i danni causati all’ambiente (Corte giustizia UE sez. III, 04/03/2015, n. 534).  Con l’art. 253 del Codice dell’Ambiente, la norma è intervenuta sulla responsabilità derivante dagli effetti perduranti dell’inquinamento e che necessitano di misure di rimozione. Una situazione di inquinamento che perdura, quindi, impone specifici obblighi di bonifica dei siti inquinati, indipendentemente dal momento in cui sono avvenuti i fatti che hanno provocato l’alterazione ambientale, sicché non sarebbe in questione l’applicazione retroattiva della prescrizione degli obblighi di attivarsi derivanti dall’inquinamento ambientale, ma sanata dall’applicazione delle nuove disposizioni normative rispetto ad eventi ancora in corso e suscettibili di essere interrotti solo con la bonifica. 

La Corte di Cassazione Civile n.32142/2019 nel ricostruire le vicende legislative in materia, ha inquadrato le responsabilità del proprietario del sito inquinato e dell’inquinatore, alla luce della normativa vigente e della giurisprudenza.   

Per quanto concerne la responsabilità del c.d. proprietario incolpevole, a seguito di consolidato orientamento, si esclude “il coinvolgimento coattivo (…) nelle attività di rimozione, prevenzione e messa in sicurezza di emergenza: al più tale soggetto potrà essere chiamato, nel caso, a rispondere sul piano patrimoniale e a tale titolo potrà essere tenuto al rimborso delle spese relative agli interventi effettuati dall’autorità competente nel limite del valore di mercato del sito, determinato dopo l’esecuzione di tali interventi, secondo quanto desumibile dal contenuto dell’art. 253 del codice dell’ambiente .Il proprietario incolpevole è tenuto ad adottare, ai sensi dell’art. 245, comma 2, soltanto le misure di prevenzione di cui all’art. 240, comma 1, lett. i), ovvero “le iniziative per contrastare un evento, un atto o un’omissione che ha creato una minaccia imminente per la salute o per l’ambiente intesa come rischio sufficientemente probabile che si verifichi un danno sotto il profilo sanitario o ambientale in un futuro prossimo, al fine di impedire o minimizzare il realizzarsi di tale minaccia”; gli interventi di riparazione, messa in sicurezza, bonifica e ripristino gravano

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