Il danno non patrimoniale da lesione alla reputazione commerciale, deve essere accertato in relazione a due aspetti:
“a) se ed in che misura il fatto illecito abbia nuociuto alla serenità degli amministratori della persona giuridica che afferma di essere stata danneggiata, e quindi di rimbalzo sulla società stessa; 

b) se ed in che misura il fatto illecito abbia nuociuto all’immagine pubblica della persona giuridica.”

Detti pregiudizi non patrimoniali, inoltre, per essere risarcibili, devono superare una soglia minima di tollerabilità, ovviamente ben più elevata per le società commerciali rispetto alle persone fisiche, per evitare di ristorare come danni dei semplici fastidi o disagi.

Le osservazioni sul tema, da parte della Cassazione Civile n.13264/2020, hanno ribadito il conforme orientamento giurisprudenziale, per cui l’attribuzione del risarcimento del danno deve consistere in fatti di tangibile gravità e ricordato alcune decisioni sull’argomento. A tal riguardo: “..Sez. 1 -, Sentenza n. 11446 del 10/05/2017, Rv. 644074 – 03, avente ad oggetto una ipotesi di danno non patrimoniale causato dal delitto di corruzione; è il caso di Sez. 3 -, Sentenza n. 20643 del 13/10/2016, ……….., avente ad oggetto il risarcimento del danno non patrimoniale in favore d’una grande società commerciale, diffamata per mezzo della televisione, dopo che in un telegiornale a diffusione nazionale era stata data la falsa notizia dell’arresto dei suoi amministratori; è il caso

Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di Assibot
Per favore .
Non sei abbonato? Registrati

Ti è stato utile questo articolo?

Assi Bot

Comments are closed.