In materia di procedura di risarcimento diretto, di cui all’articolo 149 del Codice delle Assicurazioni Private, il danneggiato può aver diritto, entro certi limiti, al ristoro delle spese legali connesse all’attività di un professionista che lo abbia assistito. La previsione contenuta nel sopracitato articolo 149 va letta in relazione a quella di cui all’articolo 9, comma 2, del D.P.R n.254 del 18 luglio 2006: “nel caso in cui la somma offerta dall’impresa di assicurazione sia accettata dal danneggiato, sugli importi corrisposti non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale di cui si sia avvalso il danneggiato diversa da quella medico-legale per i danni alla persona.”.

La giurisprudenza di legittimità ha a più riprese sottolineato la necessità di una corretta interpretazione del suddetto articolo 9, non potendosi escludere aprioristicamente il risarcimento delle spese legali. Ad esempio, sono irrisarcibili le spese legali quando la gestione del sinistro non presenta alcuna difficoltà, i danni da esso derivati sono modestissimi e l’assicuratore ha prontamente offerto la dovuta assistenza al danneggiato. Di contro, sono comunque dovute le spese di assistenza legale sostenute dalla vittima quando il sinistro presenta particolari problemi giuridici ovvero quando il danneggiato non ha ricevuto la dovuta assistenza tecnica ed informativa da parte dell’assicuratore. 

Giurisprudenza:

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