di Redazione. L’art.42 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada) , in tema di “Strettoie e sensi unici alternati”, prevede: ”1. Qualora la presenza dei lavori, dei depositi o dei cantieri stradali determini un restringimento della carreggiata e’ necessario apporre il segnale di pericolo temporaneo STRETTOIA in una delle tre versioni previste (figg. II.384, II.385 e II.386). Se tale segnale viene posto vicino alla zona lavori o di cantiere, dopo gli altri eventuali presegnali deve essere corredato da pannello integrativo indicante la distanza della strettoia. 2. Se la larghezza della strettoia e’ inferiore a 5,60 m occorre istituire il transito a senso unico alternato nel tempo, regolato ai sensi del comma 3. 3. Il regime di transito attraverso una strettoia di larghezza inferiore a 5,60 m puo’ essere regolato in tre modi: a) TRANSITO ALTERNATO A VISTA. Deve essere installato il segnale negativo DARE PRECEDENZA NEL SENSO UNICO ALTERNATO (fig. II.41) dalla parte in cui il traffico incontra l’ostacolo e deve deviare. Reciprocamente l’altro segnale DIRITTO DI PRECEDENZA NEL SENSO UNICO ALTERNATO (fig. II.45) da’ la priorita’ a quel senso di circolazione che e’ meno intralciato dai lavori; b) TRANSITO ALTERNATO DA MOVIERI. Questo sistema richiede due movieri muniti di apposita paletta, posti a ciascuna estremita’ della strettoia, i quali presentano al traffico uno la faccia verde, l’altro la faccia rossa della paletta. Il funzionamento di questo sistema e’ legato al buon coordinamento dei movieri, che puo’ essere stabilito a vista o con apparecchi radio ricetrasmittenti o tramite un terzo moviere intermedio munito anch’esso di paletta. Le palette sono circolari (fig. II.403) del diametro di 30 cm e munite di manico di 20 cm di lunghezza con rivestimento in pellicola rifrangente verde da un lato e rosso dall’altro. I movieri possono anche fare uso di bandiere di colore arancio fluorescente, delle dimensioni non inferiori a 80 x 60 cm, principalmente per indurre gli utenti della strada al rallentamento e ad una maggiore prudenza. Il movimento delle bandiere puo’ essere affidato anche a dispositivi meccanici; c) TRANSITO ALTERNATO A MEZZO SEMAFORI. Quando non sia possibile ricorrere ai due sistemi precedenti per la lunghezza della strettoia o a causa della non visibilita’ reciproca tra le due estremita’ della strettoia stessa, il senso alternato deve essere regolato da due semafori comandati a mano o con funzionamento automatico. Nel caso di cicli a tempo fisso, la fase di rosso non deve superare i 2′, salvo casi eccezionali di strettoie di grande lunghezza. Fuori dei centri abitati l’impianto semaforico deve essere preceduto dal segnale di pericolo temporaneo SEMAFORO (fig. II.404) con una luce gialla lampeggiante inserita al posto del disco giallo del simbolo. Il collegamento “semaforo-centralino-semaforo” puo’ avvenire via cavo o via radio ((o con altri sistemi che comunque garantiscano l’affidabilita’ del collegamento)). Il semaforo va posto sul lato destro, all’altezza della striscia di arresto temporanea. Se il traffico in approccio puo’ disporsi su piu’ file, il semaforo deve essere ripetuto a sinistra, sulla linea di separazione dei sensi di marcia. La messa in funzione di un impianto semaforico per transito alternato deve essere autorizzata dall’ente proprietario o concessionario della strada, che ha la facolta’ di stabilire o modificare la durata delle fasi, in relazione alle situazioni di traffico.”

La Corte di Cassazione con Ordinanza n.13579/2019 muove le sue osservazioni sulla riconducibilità della fattispecie occorsa agli artt. 2050 e 2051 del Codice Civile in relazione alle rispettive posizioni dell’impresa esecutrice e dell’ANAS ente proprietario per accertare se l’idonea adozione di dette misure avrebbe scongiurato l’evento mortale, impedendo ai veicoli viaggianti dalle opposte direzioni di marcia, di occupare contemporaneamente la medesima strettoia.

L’“attività di esecuzione di lavori sulla pubblica strada è da considerare pericolosa ai sensi dell’art. 2050 cod. civ., costituendo i lavori stessi fonte di pericolo per gli utenti”. Di conseguenza, “l’esercente l’attività in questione è assoggettato alla presunzione di responsabilità di cui alla predetta norma codicistica in relazione ai danni subiti dagli utenti della strada a causa e nello svolgimento dell’attività, presunzione che lo stesso può vincere fornendo la dimostrazione di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno”. Misure idonee, aggiunge la S.C. che attengono non solo le misure preventive che già la legge impone di adottare, ma a quelle aggiuntive che la situazione del caso concreto e/o i progressi della tecnica consigliano di applicare.

Il fatto del danneggiato può produrre effetti liberatori, inserendosi in una situazione di pericolo che ne avesse reso possibile l’insorgenza a causa dell’inidoneità delle misure preventive adottate, quale comportamento imprevedibile ed inevitabile. Nel caso in specie, l’eccesso di velocità e la non tenuta del margine destro della strada da parte della vittima del sinistro, erano tutt’altro che “conseguenze imprevedibili ed inevitabili, al momento della predisposizione delle misure cautelative” da adottarsi in occasione del restringimento di carreggiata. “Queste circostanze, anzi, avrebbero dovuto suggerire come proprio la predisposizione del senso unico alternato, quale misura idonea a neutralizzare la situazione di pericolo insista nell’attività di esecuzione dei lavori su pubblica strada e nell’uso della “res”, fossero idonee (come correttamente osservano i ricorrenti) ad impedire, ai veicoli viaggianti delle opposte direzioni di marcia, di occupare contemporaneamente la medesima strettoia e, dunque, di fronteggiarsi e collidere, come avvenuto nel caso di specie.”

 

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