Cos’è la forza maggiore?

Cos’è la forza maggiore?

La forza maggiore è una forza esterna che determina un soggetto a compiere una certa azione, senza che costui vi si possa opporre. Santoro la definisce come “un evento naturale o ad esso assimilato, indipendente dalla volontà umana che esca dalla ragionevole prevedibilità a cui non si possa ovviare senza cautele superiori a quelle della media diligenza”. Dal punto di vista normativo, la forza maggiore è contemplata dall’art.45 c.p., secondo il quale: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per caso fortuito o forza maggiore.” Come si evince dalla lettura della norma quindi, al pari del caso fortuito la forza maggiore rappresenta una causa di esclusione della colpevolezza da cui discende la non punibilità del soggetto agente. Per chiarezza pertanto occorre distinguere, precisando che per caso fortuito si intende quell’avvenimento imprevisto e imprevedibile che si inserisce all’improvviso nell’azione del soggetto agente, mentre per forza maggiore si fa riferimento a un evento della natura o del fatto dell’uomo imprevedibile o, pur se prevedibile, impossibile da impedire. La forza maggiore quindi assume un carattere più oggettivo poiché non contempla la possibilità, per l’agente, di superarla. La distinzione tra i due concetti non solo non è lieve, ma si riflette nel contenuto, … Continua a leggere...
IVASS: rischi catastrofali – eventi naturali

IVASS: rischi catastrofali – eventi naturali

IVASS polizze_catastrofali 2019 Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Fenomeni meteorologici: insufficienti misure della P.A.

Fenomeni meteorologici: insufficienti misure della P.A.

di Redazione. Con particolare riferimento ai danni cagionati da precipitazioni atmosferiche, si é esclusa l’ipotesi del “caso fortuito o della forza maggiore” invocabile dal custode, quale esimente della propria responsabilità, in presenza di fenomeni meteorologici, anche, di particolare forza e intensità, protrattisi per un tempo molto lungo e con modalità tali da uscire fuori dai canoni normali, allorquando il danno trovi origine nell’insufficienza delle misure adottate (nel nostro caso, da un Comune), volte ad evitarne l’accadimento, in particolare del sistema di deflusso delle acque meteoriche. Così si è pronunciata la Corte di Cassazione con Ordinanza n.8466/2020 in relazione ad un danno da allagamento da fenomeno metereologico, occorso ad un privato, ove l’eccezionalità e imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare “caso fortuito o forza maggiore” idonei ad escludere la responsabilità del custode (il Comune) per il danno verificatosi, solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento. Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
Rete fognaria: il nubifragio è un’esimente

Rete fognaria: il nubifragio è un’esimente

di Redazione. Il carattere eccezionale del “nubifragio” non poteva essere contenuto adeguatamente da nessuna conduttura fognaria. Con questa valutazione complessiva, la Corte di merito rigettava la richiesta di risarcimento del danno verso il Comune, da parte di una carrozzeria che aveva subito un “catastrofico allagamento” cagionato, secondo la ricorrente, dall’inadeguatezza del sistema fognario di smaltimento delle acque piovane (ex artt. 2043 e 2051 del cod. civ.). La Cassazione Civile con Ordinanza n.4177/2020 prendeva atto di tale decisione e seppur altri fenomeni simili si fossero già verificati in altre occasioni e segnalati al Comune, la Corte di merito aveva ritenuto che “in presenza di un nubifragio di tale portata, qualunque rete fognaria non avrebbe retto anche se fosse stata potenziata e la riprova dell’adeguatezza della fognatura, al deflusso normale delle acque piovane, è dato dalla circostanza che fatti analoghi e di simile portata non si sono ripetuti”. Veniva, pertanto, ricondotto il fenomeno causativo del danno “.. nella ristretta cornice dell’esimente del “caso fortuito”, in grado di interrompere il nesso causale tra fatto addebitato alla pubblica amministrazione (inadeguatezza della rete fognaria a contenere fenomeni atmosferici) ed evento dannoso (allagamento dell’officina), con argomentazioni che si dimostrano del tutto coerenti con la ricostruzione della vicenda, … Continua a leggere...
Cos’è il caso fortuito nei danni da insidie stradali?

Cos’è il caso fortuito nei danni da insidie stradali?

L’articolo 2051 del Codice Civile sancisce che ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. La norma prevede che il soggetto, per il fatto di trovarsi nella condizione di controllare i pericoli della cosa custodita, risponde dei danni dalla stessa arrecati, per la sola sussistenza del nesso di causa con il fatto dannoso. L’unico caso in cui il custode può andare esente da responsabilità è la prova del caso fortuito, ovvero di un evento in grado d’interrompere il suddetto nesso di causa tra la cosa in custodia e il danno. In caso d’insidie stradali, l’ente custode della pubblica via, può quindi essere esente da responsabilità, nel danno derivante dalla cosa in custodia, solo se riesce a dimostrare che l’evento dannoso era del tutto imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile. Deve trattarsi in sostanza di un evento totalmente fuori dal controllo dell’ente, che neppure attraverso un’attività di manutenzione costante, diligente e immediata, avrebbe potuto evitare, visto che è stato in grado di esplicare la sua potenzialità offensiva, prima che il custode potesse intervenire ed evitare il danno. Ora, poiché la norma richiede la prova positiva del caso fortuito, l’ente ha … Continua a leggere...