Quali sono le responsabilità penali per le lesioni da animali domestici?

Quali sono le responsabilità penali per le lesioni da animali domestici?

Nel momento in cui un soggetto decide di acquistare, adottare o instaurare con un animale anche un mero rapporto di fatto assume, nei confronti di quest’ultimo una posizione di garanzia. Con ciò si intende che, se l’animale morde e provoca lesioni a terze persone, a risponderne penalmente è il proprietario o chi, in quel momento esercita sullo stesso un potere di fatto. 
Randagismo: responsabilità in base alle leggi regionali

Randagismo: responsabilità in base alle leggi regionali

di Redazione. I tema di “randagismo”, la legge quadro statale n. 281/1991 non indica direttamente a quale Ente spetti il compito di cattura e custodia dei cani randagi, ma rimette alle Regioni la regolamentazione concreta della materia. Necessaria, quindi, l’analisi della normativa regionale di riferimento  al fine di dirimere la controversia relativa a quale Ente sia ascrivibile la responsabilità civile. La Corte di cassazione Civile con ordinanza n. 9671/2020 ha ribadito che la responsabilità per i danni causati dagli animali randagi è disciplinata dalle regole generali di cui all’art. 2043 cod. civ., e non da quelle di cui all’art. 2052 cod. civ., applicabili al diverso caso della fauna selvatica.  La responsabilità che viene, in genere, imputata alla pubblica amministrazione è di tipo omissivo, per non essersi attivata, sulla base di un obbligo giuridico, per la cattura dell’animale. Tra le funzioni della ASL e del Comune, “ll discrimine ai fini della responsabilità civile risiede dunque nella differenza fra «accoglienza» e «ricovero», posto che solo il secondo presuppone l’attività di recupero e cattura. All’accoglienza si legano gli obblighi di custodia e mantenimento dei cani, la cui violazione, a seconda delle circostanze, è suscettibile di determinare la responsabilità civile.”
Quali sono le responsabilità dei proprietari di animali?

Quali sono le responsabilità dei proprietari di animali?

L’art.2052 del codice civile disciplina la responsabilità del proprietario di un animale o di chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, sancendo che questi è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito. La Cassazione Civile, con sentenza n.17091/2014 ha ribadito che il proprietario o chi ne ha l’uso risponde ex art. 2052 c.c. del danno cagionato da un animale, per responsabilità oggettiva e non per condotta colposa (anche solo omissiva), dunque sulla base del mero rapporto intercorrente con l’animale nonché del nesso causale tra il comportamento di quest’ultimo e l’evento dannoso. Il limite della responsabilità va fissato nell’intervento di un fattore esterno generatore del danno (il caso fortuito) che attiene non ad un comportamento del responsabile, ma alle modalità di causazione del danno concretamente verificatosi. Grava sull’attore l’onere di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra l’animale e l’evento lesivo, mentre la prova del fortuito è a carico del convenuto. 
Ministero della Salute ordinanza 14 gennaio 2008 – Tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione di cani

Ministero della Salute ordinanza 14 gennaio 2008 – Tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione di cani

Art. 1. 1. Sono vietati: a) l’addestramento inteso ad esaltare l’aggressivita’ dei cani; b) l’addestramento inteso ad esaltare il rischio di maggiore aggressivita’ di cani appartenenti a incroci o razze di cui all’elenco allegato; c) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di sviluppare l’aggressivita’; d) la sottoposizione di cani a doping, cosi’ come definito all’art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376; e) gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un cane, o finalizzati ad altri scopi non curativi, in particolare: i) il taglio della coda fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito da un medico veterinario entro la prima settimana di vita; ii) il taglio delle orecchie; iii) la recisione delle corde vocali. 2. Il divieto di cui al punto 1, lettera e), non si applica agli interventi curativi necessari per ragioni di medicina veterinaria. Art. 2. 1. I proprietari e i detentori di cani, analogamente a quanto previsto dall’art. 83, comma 1, lettere c) … Continua a leggere...
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Ordinanza 3 marzo 2009 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione dei cani.

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Ordinanza 3 marzo 2009 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione dei cani.

Art. 1. 1. Il proprietario di un cane e’ sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso. 2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo. 3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure: a) utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b) portare con se’ una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumita’ di persone o animali o su richiesta delle Autorita’ competenti; c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in … Continua a leggere...
Ministero della salute Ordinanza 6 agosto 2013 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani

Ministero della salute Ordinanza 6 agosto 2013 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani

Art. 1   1. Il proprietario di un cane e’ sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso. 2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo. 3. Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti misure: a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b) portare con se’ una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumita’ di persone o animali o su richiesta delle autorita’ competenti; c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in … Continua a leggere...
LEGGE 11 febbraio 1992, n. 157 – Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

LEGGE 11 febbraio 1992, n. 157 – Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

Art. 1. (Fauna selvatica) 1. La fauna selvatica e’ patrimonio indisponibile dello Stato ed e’ tutelata nell’interesse della comunita’ nazionale ed internazionale. 1-bis. Lo Stato, le regioni e le province autonome, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, adottano le misure necessarie per mantenere o adeguare le popolazioni di tutte le specie di uccelli di cui all’articolo 1 della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, ad un livello corrispondente alle esigenze ecologiche, scientifiche, turistiche e culturali, tenendo conto delle esigenze economiche e ricreative e facendo in modo che le misure adottate non provochino un deterioramento dello stato di conservazione degli uccelli e dei loro habitat, fatte salve le finalita’ di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), primo e secondo trattino, della stessa direttiva. 2. L’esercizio dell’attivita’ venatoria e’ consentito purche’ non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole. 3. Le regioni a statuto ordinario provvedono ad emanare norme rela- tive alla gestione ed alla tutela di tutte le specie della fauna selvatica in conformita’ alla presente legge, alle convenzioni internazionali ed alle direttive comunitarie. Le regioni a statuto speciale e le province … Continua a leggere...
Quali responsabilità per l’abbandono e il maltrattamento dell’animale domestico?

Quali responsabilità per l’abbandono e il maltrattamento dell’animale domestico?

L’abbandono che il maltrattamento di animali comportano la responsabilità penale di queste condotte illecite, punite dall’ordinamento con la pena detentiva o con l’ammenda. Abbandono Il reato di abbandono di animale è punito dall’ art.727 c.p.che sancisce: “1. Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. 2. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.”
Quali responsabilità per il danno all’animale?

Quali responsabilità per il danno all’animale?

La legge tutela gli animali, punendo chi fa loro del male o li uccide. Tuttavia, se dal punto di vista penale la legge è chiara nel condannare chi uccide o provoca lesioni a un animale, da quello civilistico il discorso è assai diverso. Risarcimento del danno da ferimento o perdita dell’animale da affezione Nel corso degli ultimi decenni si sono succedute molte normative dedicate agli animali da affezione, prime tra tutte le norme penali che ne puniscono il maltrattamento e l’abbandono.