Rischi finanziari: assicurazione crediti commerciali – il diritto di surroga dell’assicuratore

Rischi finanziari: assicurazione crediti commerciali – il diritto di surroga dell’assicuratore

di Redazione. Le somme corrisposte dall’assicuratore del credito commerciale all’assicurato, a titolo d’indennizzo assicurativo, rappresentano il limite massimo per agire in via di surroga (art.1916 c.c.)  nei confronti del soggetto debitore inadempiente. Per quanto concerne l’importo dell’indennizzo, già  erogato, non vi sono possibilità di deroga circa l’azione di recupero via surroga e senza alcun limite o divieto per l’assicuratore non solo di agire (dopo l’avvenuto pagamento dell’indennizzo) ma anche di scegliere le modalità tramite le quali aggredire il patrimonio del terzo responsabile per recuperare quelle somme.  Pertanto, come affermato dalla Cassazione Civile con sentenza n.28804/2019, l’azione di surroga dell’assicuratore consente di recuperare l’importo totale erogato, mentre solo per le somme eccedenti quell’importo, l’assicurato (titolare del credito) resta titolare anche delle azioni di recupero verso la sua debitrice. Ogni somma recuperata nei confronti della debitrice/responsabile del danno spetta all’assicuratore che succedeva all’assicurato (titolare del credito) nei limiti dell’indennizzo versato.  Il significato letterale della specifica previsione del contratto assicurativo, infatti, indica che dopo il pagamento dell’indennizzo, i recuperi sono acquisiti dall’assicuratore sino alla concorrenza dell’importo indennizzato, mentre eventuali recuperi eccedenti tale importo spettano all’assicurato.  “La concorrenza dell’importo indennizzato altro non è che il sopra indicato “limite dell’indennizzo versato” che trova la sua giustificazione … Continua a leggere...
Rischi finanziari: assicurazione crediti commerciali – l’obbligo di salvataggio

Rischi finanziari: assicurazione crediti commerciali – l’obbligo di salvataggio

di Redazione.  La Corte di Cassazione civile con sentenza n.28625/2019 ha enunciato il seguente principio di diritto: “.. ai fini della perdita dei benefici assicurativi, ai sensi dell’articolo 1915 cod. civ., è sufficiente la consapevolezza dell’obbligo previsto dalla suddetta norma e la cosciente volontà di non osservarlo, sicché, nel caso di assicurazione dal rischio di insolvenza di crediti commerciali, non è conforme ai canoni di corretta ermeneutica contrattuale l’interpretazione della polizza che imputi i pagamenti successivi alla scadenza del periodo assicurato ai crediti più recenti, né rilevano in contrario accordi diretti tra assicurata e debitrice ….., neppure ove le quote di questa fossero sottoposte a sequestro penale».  Il caso in specie, atteneva perdite da mancato pagamento di crediti verso i clienti derivanti da normale attività commerciale dell’assicurata e
Rischi finanziari: assicurazione crediti commerciali – perdita definitiva o perdita presunta e i termini di prescrizione dell’indennizzo

Rischi finanziari: assicurazione crediti commerciali – perdita definitiva o perdita presunta e i termini di prescrizione dell’indennizzo

La compagnia di assicurazione, nel “proemio” della polizza assicurativa dei crediti commerciali, predisposta dall’assicuratore, “…aveva specificato a caratteri cubitali, che il contratto assicurava contro il rischio di insolvenza i crediti commerciali, decorsi 240 giorni dalla denuncia di morosità del debitore, in caso di insolvenza sia di diritto che di fatto.”. Ad avviso dell’assicurato, ricorrente, non vi era alcuna menzione contrattuale circa la distinzione tra la perdita effettiva e quella presunta, mentre, il Collegio arbitrale, adito per la controversia, “.. aveva ritenuto di non potere utilmente considerare il termine di 240 giorni decorrente dalla denuncia di morosità ai fini del rigetto dell’eccezione di prescrizione in quanto, ………….., detta previsione contrattuale era esclusivamente riferita all’ipotesi di liquidazione dell’indennizzo a titolo di perdita presunta.” Il ricorrente, a contrario, sosteneva che detta previsione, come indicato nel “proemio” di polizza, “.. era riferibile anche alla perdita definitiva e prima dello spirare del termine di 240 giorni dalla ricezione della denuncia di morosità la prestazione assicurativa neppure era esigibile, sicché il termine di prescrizione iniziava a decorrere, a norma dell’art.2935 cod. civ., alla scadenza dei 240 giorni, ossia dal giorno in cui il diritto poteva essere fatto valere.” Successivamente la Corte di merito, aveva affermato “.. … Continua a leggere...