Quali sono le responsabilità dei proprietari di animali?

Quali sono le responsabilità dei proprietari di animali?

L’art.2052 del codice civile disciplina la responsabilità del proprietario di un animale o di chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, sancendo che questi è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito. La Cassazione Civile, con sentenza n.17091/2014 ha ribadito che il proprietario o chi ne ha l’uso risponde ex art. 2052 c.c. del danno cagionato da un animale, per responsabilità oggettiva e non per condotta colposa (anche solo omissiva), dunque sulla base del mero rapporto intercorrente con l’animale nonché del nesso causale tra il comportamento di quest’ultimo e l’evento dannoso. Il limite della responsabilità va fissato nell’intervento di un fattore esterno generatore del danno (il caso fortuito) che attiene non ad un comportamento del responsabile, ma alle modalità di causazione del danno concretamente verificatosi. Grava sull’attore l’onere di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra l’animale e l’evento lesivo, mentre la prova del fortuito è a carico del convenuto. 
Ministero della Salute ordinanza 14 gennaio 2008 – Tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione di cani

Ministero della Salute ordinanza 14 gennaio 2008 – Tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione di cani

Art. 1. 1. Sono vietati: a) l’addestramento inteso ad esaltare l’aggressivita’ dei cani; b) l’addestramento inteso ad esaltare il rischio di maggiore aggressivita’ di cani appartenenti a incroci o razze di cui all’elenco allegato; c) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di sviluppare l’aggressivita’; d) la sottoposizione di cani a doping, cosi’ come definito all’art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376; e) gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un cane, o finalizzati ad altri scopi non curativi, in particolare: i) il taglio della coda fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito da un medico veterinario entro la prima settimana di vita; ii) il taglio delle orecchie; iii) la recisione delle corde vocali. 2. Il divieto di cui al punto 1, lettera e), non si applica agli interventi curativi necessari per ragioni di medicina veterinaria. Art. 2. 1. I proprietari e i detentori di cani, analogamente a quanto previsto dall’art. 83, comma 1, lettere c) … Continua a leggere...
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Ordinanza 3 marzo 2009 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione dei cani.

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Ordinanza 3 marzo 2009 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione dei cani.

Art. 1. 1. Il proprietario di un cane e’ sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso. 2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo. 3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure: a) utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b) portare con se’ una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumita’ di persone o animali o su richiesta delle Autorita’ competenti; c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in … Continua a leggere...
Ministero della salute Ordinanza 6 agosto 2013 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani

Ministero della salute Ordinanza 6 agosto 2013 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani

Art. 1   1. Il proprietario di un cane e’ sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso. 2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo. 3. Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti misure: a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b) portare con se’ una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumita’ di persone o animali o su richiesta delle autorita’ competenti; c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in … Continua a leggere...
Randagismo: responsabilità in base alle leggi regionali

Randagismo: responsabilità in base alle leggi regionali

di Redazione. I tema di “randagismo”, la legge quadro statale n. 281/1991 non indica direttamente a quale Ente spetti il compito di cattura e custodia dei cani randagi, ma rimette alle Regioni la regolamentazione concreta della materia. Necessaria, quindi, l’analisi della normativa regionale di riferimento  al fine di dirimere la controversia relativa a quale Ente sia ascrivibile la responsabilità civile. La Corte di cassazione Civile con ordinanza n. 9671/2020 ha ribadito che la responsabilità per i danni causati dagli animali randagi è disciplinata dalle regole generali di cui all’art. 2043 cod. civ., e non da quelle di cui all’art. 2052 cod. civ., applicabili al diverso caso della fauna selvatica.  La responsabilità che viene, in genere, imputata alla pubblica amministrazione è di tipo omissivo, per non essersi attivata, sulla base di un obbligo giuridico, per la cattura dell’animale. Tra le funzioni della ASL e del Comune, “ll discrimine ai fini della responsabilità civile risiede dunque nella differenza fra «accoglienza» e «ricovero», posto che solo il secondo presuppone l’attività di recupero e cattura. All’accoglienza si legano gli obblighi di custodia e mantenimento dei cani, la cui violazione, a seconda delle circostanze, è suscettibile di determinare la responsabilità civile.”