Quali sono i gradi della colpa medica?

Quali sono i gradi della colpa medica?

In materia di responsabilità medica, l’esatta definizione della colpa assunta dal sanitario è di peculiare importanza. Un comportamento è colposo, come previsto dall’art. 43 c.p., quando l’evento “… anche se preveduto , non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.” . In dottrina, si è cercato di dare una definizione netta e chiara di negligenze, imprudenza e imperizia. Nello specifico, si tende ad ascrivere alla categoria dell’imperizia il comportamento del soggetto inosservante delle regole cautelari perchè “inesperto”, soprattutto sul piano esecutivo. La nozione di imperizia, peraltro, non va “rivolta al soggetto nella sua complessiva attività e alle sue capacità professionali, ma al singolo atto qualificato come colposo e che viene a lui addebitato” (Cass. n. 24384/2018). Alla categoria della negligenza, si ascrive il comportamento del soggetto inosservante “per non avere fatto ciò che era doveroso fare”. Infine alla categoria dell’imprudenza il comportamento del soggetto inosservante per avere fatto ciò che
Pedone: il concorso di colpa nel sinistro va accertato

Pedone: il concorso di colpa nel sinistro va accertato

di Redazione.  In materia di responsabilità civile derivante da sinistri stradali, la Corte di Cassazione ha stabilito, in via generale, una presunzione di colpa del 100% a carico del conducente di un veicolo che investe un pedone. Al fine, invece, di valutare e quantificare l’eventuale concorso di colpa del pedone, questo aspetto deve essere accertato.
La colpa e la colpa grave in diritto civile e l’assicurazione della responsabilità civile

La colpa e la colpa grave in diritto civile e l’assicurazione della responsabilità civile

di Redazione, In diritto civile, la colpa è caratterizzata da una sorta d’imprudenza, negligenza o imperizia nel compiere un azione o nell’omissione di compierla per un fatto dovuto, da parte del danneggiante. La lesione, quindi, di un interesse giuridicamente tutelabile comporta, di regola, una responsabilità se cagionata per colpa. E’ necessario usare, almeno, la normale diligenza (art.1176 c.c.) per non causare un danno adottando, anche, accorgimenti o misure necessarie per evitare che si verifichi un evento dannoso da cui potrebbero derivare responsabilità. Per alcune tipologie di attività, la responsabilità può derivare da atti commessi solo con dolo o con colpa grave e cioè con una negligenza più rilevante. 
R.C.A.: le cinture di sicurezza

R.C.A.: le cinture di sicurezza

di Redazione. Qualora la messa in circolazione di un autoveicolo avvenga in condizioni di insicurezza, come nel caso di circolazione senza che il trasportato abbia allacciato le cinture di sicurezza, si realizza una consapevole partecipazione del conducente e dello stesso trasportato alla condotta colposa dell’uno e dell’altro, con l’accettazione dei relativi rischi. Tale azione o omissione ricollegabile, non solo al trasportato,  ma anche al conducente (il quale prima di iniziare o proseguire la marcia deve controllare che essa avvenga in conformità delle normali norme di prudenza e sicurezza), comporta un’ipotesi di cooperazione nel fatto colposo, cioè di cooperazione nell’azione produttiva dell’evento (diversa da quella in cui distinti fatti colposi convergano autonomamente nella produzione dell’evento).  La Cassazione Civile con Ordinanza n.11095/2020 ha stabilito che in tale situazione, a parte l’eventuale responsabilità verso terzi ex art. 2054 c.c., deve ritenersi risarcibile, a carico del conducente del veicolo e secondo la normativa generale degli artt. 2043, 2056, 1227 c.c., anche il pregiudizio all’integrità fisica che il trasportato abbia subito in conseguenza dell’incidente. Il comportamento del trasportato, nell’ambito dell’indicata cooperazione colposa, non può valere ad interrompere il nesso causale fra la condotta del conducente ed il danno, né ad integrare un valido consenso alla … Continua a leggere...
Rischi compliance: le spese di rimozione e smaltimento rifiuti – la corresponsabilità dei proprietari

Rischi compliance: le spese di rimozione e smaltimento rifiuti – la corresponsabilità dei proprietari

Il Comune aveva eseguito d’ufficio la rimozione e lo smaltimento di rifiuti abbandonati in un immobile e ingiunto ai comproprietari di pagare le spese sostenute. La Cassazione Civile con Ordinanza n.14612/2020, adita sull’argomento, si pronunciava circa l’esigibilità del pagamento ingiunto verso uno dei comproprietari dell’immobile che aveva solo un rapporto formale, derivante dal fatto di esserne uno dei comproprietari. La S.C. osservava che “… la questione va risolta sulla scorta dei principi affermati da questa Corte, a Sezioni unite, nella sentenza del 25/02/2009, n.4472, la quale prevede la corresponsabilità solidale del proprietario o del titolare di diritti personali o reali di godimento sull’area ove sono stati abusivamente abbandonati o depositati rifiuti, con il conseguente suo obbligo di provvedere allo smaltimento ed al ripristino, solo in quanto la violazione sia imputabile anche a quei soggetti a titolo di dolo o colpa. Ma, per un verso, le esigenze di tutela ambientale sottese alla norma citata rendono evidente che il riferimento a chi è titolare di diritti reali o personali di godimento va inteso in senso lato, essendo destinato a comprendere qualunque soggetto si trovi con l’area interessata in un rapporto, anche di mero fatto, tale da consentirgli – e per ciò stesso … Continua a leggere...