Cos’è l’azione diretta del danneggiato?

Cos’è l’azione diretta del danneggiato?

Nella disciplina della responsabilità civile nascente dalla circolazione dei natanti e dei veicoli a motore, l’azione diretta del danneggiato rappresenta una peculiarità che non ha riscontro in altri ambiti assicurativi. In base all’art. 144 del Codice delle Assicurazioni Private, infatti, nella r.c. auto il danneggiato ha la possibilità di chiedere il risarcimento del danno direttamente alla compagnia assicurativa del responsabile del sinistro. In tal modo, pertanto, vengono scongiurati i rischi legati alla potenziale incapienza del patrimonio di quest’ultimo.
Cosa accade se la somma offerta dell’assicuratore non viene accettata dal danneggiato nell’r.c.a.?

Cosa accade se la somma offerta dell’assicuratore non viene accettata dal danneggiato nell’r.c.a.?

Nell’art.148, 1 e 2 comma, del Codice delle assicurazioni si distinguono i sinistri con danni a cose e quelli con danni alla persona proprio per disciplinare, in modo diverso, i tempi ed i modi della procedura stragiudiziale di liquidazione del danno e, quindi, i tempi della mora dell’assicuratore e della proponibilità della domanda giudiziale di cui all’art.145, comma primo CAP.  Se il danneggiato ha agito in giudizio per il risarcimento di tutti i danni provocati dal sinistro, avendo rifiutato l’offerta stragiudiziale unica dell’assicuratore, attinente entrambe le tipologie di danno, l’art.148, 4 comma CAP è stato rispettato da parte dell’assicuratore. Detta offerta non ha portata cognitiva o ricognitiva di un fatto o di un rapporto preesistenti, quindi, non rappresenta è una dichiarazione confessoria né di riconoscimento dell’importo del debito risarcitorio, bensì rappresenta solo l’obbligo all’assicuratore di comunicare l’offerta ovvero di comunicare i motivi per i quali non ritiene di farla. L’offerta, pertanto, è fonte dell’obbligazione di pagare la somma ivi indicata, ma soltanto allo scopo di pervenire alla liquidazione stragiudiziale del danno e non è applicabile l’art. 1988 cod. civ. nel giudizio risarcitorio che faccia seguito al fallimento della procedura stragiudiziale di liquidazione.  Se il danneggiato ha accettato l’offerta stragiudiziale dell’assicuratore, … Continua a leggere...
Massime Cassazione Civile R.C.A.

Massime Cassazione Civile R.C.A.

Massima Cassazione Civile n.24548/2018 (azione risarcimento danno) “Nell’assicurazione per la responsabilità civile degli autoveicoli, ove il danneggiato abbia inviato la richiesta di risarcimento dei danni alla propria impresa di assicurazione, secondo il modello dell’art. 149 CdA d.lgs. n. 209 del 2005, e per conoscenza all’impresa di assicurazione dell’altro veicolo coinvolto, una volta decorsi i termini di cui all’art. 145 CdA del medesimo decreto, qualora la fase stragiudiziale non si concluda con un esito positivo, si può proporre la domanda giudiziale anche nei confronti dell’impresa assicuratrice dell’altro veicolo coinvolto.”   Massima Cassazione Civile n.13379/2018 (targa prova, litisconsorzio) “Nel giudizio promosso dal danneggiato contro l’assicuratore della targa prova, è litisconsorte necessario, ai sensi dell’art. 144 CdA del d.lgs. n. 209 del 2005 (ovvero dell’art. 23 della l. n. 990 del 1969), il titolare dell’autorizzazione a circolare con quest’ultima e non il proprietario del veicolo”    Massima Cassazione Civile n.13394/2018 (normale diligenza assicuratore, pluralità danneggiati) “In tema di risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro, l’assicuratore deve provvedere, usando la normale diligenza, all’identificazione di tutti i danneggiati, attivandosi anche con la loro congiunta chiamata in causa, per procedere … Continua a leggere...
Cosa si intende per fatto del danneggiato nelle insidie stradali?

Cosa si intende per fatto del danneggiato nelle insidie stradali?

Dal punto di vista normativo, quando si parla di insidia stradale, occorre fare riferimento all’articolo 2051 del codice civile, secondo cui: “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.” Risulta evidente e ormai pacifico che la responsabilità che la legge pone in capo al custode, quando si parla di insidie stradali, è di tipo oggettivo. Ne consegue che il danneggiato, per assolvere al suo onere probatorio, è chiesto di dimostrare il collegamento, o per meglio dire il nesso causale tra la cosa e il danno, spettando invece al custode provare che il danno è stato prodotto da un caso fortuito, che può essere integrato anche dalla condotta o fatto del danneggiato. Per fatto del danneggiato nelle insidie stradali, si intende pertanto un tipo di condotta colposa in grado di determinare totalmente, o parzialmente (secondo le regole del concorso di colpa di cui all’articolo 1227 codice civile il danno. Secondo giurisprudenza prevalente infatti, anche in casi di responsabilità oggettiva, come quella che l’ordinamento pone a carico del custode in caso di insidia stradale, occorre sempre valutare la presenza di eventuali concause, tra le quali figura primariamente la condotta del danneggiato. Giurisprudenza … Continua a leggere...
Sono risarcibili le spese legali sostenute dal danneggiato?

Sono risarcibili le spese legali sostenute dal danneggiato?

In materia di procedura di risarcimento diretto, di cui all’articolo 149 del Codice delle Assicurazioni Private, il danneggiato può aver diritto, entro certi limiti, al ristoro delle spese legali connesse all’attività di un professionista che lo abbia assistito. La previsione contenuta nel sopracitato articolo 149 va letta in relazione a quella di cui all’articolo 9, comma 2, del D.P.R n.254 del 18 luglio 2006: “nel caso in cui la somma offerta dall’impresa di assicurazione sia accettata dal danneggiato, sugli importi corrisposti non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale di cui si sia avvalso il danneggiato diversa da quella medico-legale per i danni alla persona.”. La giurisprudenza di legittimità ha a più riprese sottolineato la necessità di una corretta interpretazione del suddetto articolo 9, non potendosi escludere aprioristicamente il risarcimento delle spese legali. Ad esempio, sono irrisarcibili le spese legali quando la gestione del sinistro non presenta alcuna difficoltà, i danni da esso derivati sono modestissimi e l’assicuratore ha prontamente offerto la dovuta assistenza al danneggiato. Di contro, sono comunque dovute le spese di assistenza legale sostenute dalla vittima quando il sinistro presenta particolari problemi giuridici ovvero quando il danneggiato non ha ricevuto la dovuta assistenza tecnica ed … Continua a leggere...
Azione diretta del danneggiato nell’r.c.a.: preclusa al datore di lavoro per il proprio dipendente trasportato

Azione diretta del danneggiato nell’r.c.a.: preclusa al datore di lavoro per il proprio dipendente trasportato

di Redazione. Al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti dal proprio dipendente che viaggiava, quale terzo trasportato in un autovettura, il datore di lavoro esperiva la domanda di risarcimento diretto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 141 e 149 del Codice delle assicurazioni. La Corte d’Appello aveva ritenuto l’azione non esperibile e la Corte di Cassazione Civile con sentenza n.3729/2019 ne ha confermato la decisione.