Cos’è il danno biologico nell’r.c.a.?

Cos’è il danno biologico nell’r.c.a.?

Ai fini del risarcimento dei danni per lesioni derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione di veicoli a motore e di natanti, l’articolo 139 del Codice delle Assicurazioni Private definisce il danno biologico ed opera una distinzione tra danno biologico permanente e danno biologico temporaneo. Con una definizione che ricalca sostanzialmente quella già fornita dall’articolo 13 del Decreto Legislativo n.38/ 2000, il Codice delle Assicurazioni Private chiarisce che per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico- legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito. Il danno biologico consiste, pertanto, nella menomazione temporanea o permanente dell’integrità psicofisica (comprensiva degli aspetti personali e dinamico-relazionali) passibile di accertamento e di valutazione medico legale: e ciò indipendentemente da ogni ripercussione sulla capacità di produrre reddito.
Massime Cassazione RC medico-sanitaria

Massime Cassazione RC medico-sanitaria

Massima Cassazione Civile n.26727/2018 (danno non patrimoniale, danno biologico) “In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionata da un illecito, nel periodo di tempo interposto tra la lesione e la morte ricorre il danno biologico terminale, cioè il danno biologico “stricto sensu” (ovvero danno al bene “salute”), al quale, nell’unitarietà del “genus” del danno non patrimoniale, può aggiungersi un danno morale peculiare improntato alla fattispecie (“danno morale terminale”), ovvero il danno da percezione, concretizzabile sia nella sofferenza fisica derivante dalle lesioni, sia nella sofferenza psicologica (agonia) derivante dall’avvertita imminenza dell'”exitus”, se nel tempo che si dispiega tra la lesione ed il decesso la persona si trovi in una condizione di “lucidità agonica”, in quanto in grado di percepire la sua situazione ed in particolare l’imminenza della morte, essendo quindi irrilevante, a fini risarcitori, il lasso di tempo intercorso tra la lesione personale ed il decesso nel caso in cui la persona sia rimasta “manifestamente lucida”. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva escluso il diritto al risarcimento del danno, e, quindi, la conseguente trasmissibilità “iure hereditatis”, rappresentato dall’agonia, sia sotto il profilo strettamente biologico che sotto quello psicologico-morale, nonostante la lucidità … Continua a leggere...
Danno biologico: lesioni lievi e risarcimento

Danno biologico: lesioni lievi e risarcimento

di Redazione. L’art.139 del Codice delle assicurazioni private norma il risarcimento del danno non patrimoniale (biologico) per lesioni di lieve entità ed in particolare il comma 3 ter fa riferimento ai soli postumi permanenti mentre il comma 3 quater fa riferimento, oltre che ai postumi permanenti, anche a quelli temporanei. Entrambe le norme subordinano la risarcibilità del danno a presupposti identici, ancorando la liquidazione del danno biologico, sia temporaneo che permanente, in presenza di postumi micro-permanenti o senza postumi, ad un rigoroso riscontro obiettivo in rapporto alla singola patologia. Un danno alla salute che deve essere accertato e valutato dal medico legale e, poi, dal giudice secondo criteri di assoluta e rigorosa scientificità, senza che sia possibile in alcun modo fondare l’affermazione dell’esistenza del danno sulle sole dichiarazioni della vittima, ovvero su supposizioni, illazioni, suggestioni o ipotesi. Così la Cassazione Civile con Ordinanza n.5820/2019 che, anche, osservato come dette norme “… esaltano (ma al tempo stesso gravano di maggiore responsabilità) il ruolo del medico legale, imponendo a quest’ultimo la corretta e rigorosa applicazione di tutti i criteri medico legali di valutazione e stima del danno alla persona. Pertanto sarà risarcibile anche il danno i cui postumi non siano “visibili”, ovvero non siano … Continua a leggere...