Cos’è il danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità?

Cos’è il danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità?

Il danno non patrimoniale è il danno che la vittima di un sinistro stradale subisce alla propria persona e viene definito dall’art. 138 c. 2 CdA come “la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito.” Tale tipologia di danno, detto anche biologico, viene risarcita in correlazione alla gravità delle lesioni sofferte a prescindere dalla circostanza che il danneggiato svolga o meno attività lavorativa o produttiva.
Massime Cassazione RC medico-sanitaria

Massime Cassazione RC medico-sanitaria

Massima Cassazione Civile n.26727/2018 (danno non patrimoniale, danno biologico) “In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionata da un illecito, nel periodo di tempo interposto tra la lesione e la morte ricorre il danno biologico terminale, cioè il danno biologico “stricto sensu” (ovvero danno al bene “salute”), al quale, nell’unitarietà del “genus” del danno non patrimoniale, può aggiungersi un danno morale peculiare improntato alla fattispecie (“danno morale terminale”), ovvero il danno da percezione, concretizzabile sia nella sofferenza fisica derivante dalle lesioni, sia nella sofferenza psicologica (agonia) derivante dall’avvertita imminenza dell'”exitus”, se nel tempo che si dispiega tra la lesione ed il decesso la persona si trovi in una condizione di “lucidità agonica”, in quanto in grado di percepire la sua situazione ed in particolare l’imminenza della morte, essendo quindi irrilevante, a fini risarcitori, il lasso di tempo intercorso tra la lesione personale ed il decesso nel caso in cui la persona sia rimasta “manifestamente lucida”. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva escluso il diritto al risarcimento del danno, e, quindi, la conseguente trasmissibilità “iure hereditatis”, rappresentato dall’agonia, sia sotto il profilo strettamente biologico che sotto quello psicologico-morale, nonostante la lucidità … Continua a leggere...
Come si valuta il danno non patrimoniale?

Come si valuta il danno non patrimoniale?

La Corte di Cassazione civile, con Ordinanza n.7513/2018 ha riassunto i principi che disciplinano il “danno patrimoniale” e “non patrimoniale” nonché le modalità di valutazione di quest’ultimo, sancendo che: “1) l’ordinamento prevede e disciplina soltanto due categorie di danni: quello patrimoniale e quello non patrimoniale.  2) Il danno non patrimoniale (come quello patrimoniale) costituisce una categoria giuridicamente (anche se non fenomenologicamente) unitaria.  3) “Categoria unitaria” vuol dire che qualsiasi pregiudizio non patrimoniale sarà soggetto alle medesime regole e ad i medesimi criteri risarcitori (artt. 1223 , 1226 , 2056 , 2059 c.c.). 
R.C. medica: prova presuntiva per il danno non patrimoniale

R.C. medica: prova presuntiva per il danno non patrimoniale

di Redazione. Il danno non patrimoniale, consistente nella sofferenza morale patita dal prossimo congiunto di persona lesa in modo non lieve dall’altrui illecito, può essere dimostrato con ricorso alla prova presuntiva, tipicamente integrata dalla gravità delle lesioni. Nello specifico caso, stante la strettissima convivenza familiare tipica del rapporto tra genitori e figlio.
Risarcimento del danno non patrimoniale: la valutazione equitativa del giudice

Risarcimento del danno non patrimoniale: la valutazione equitativa del giudice

di Redazione. La Corte di Cassazione Civile con Ordinanza n.13269/2020, ha ripercorso e illustrato i criteri che vengono adottati, nella maggioranza dei casi, per la stima del risarcimento del danno non patrimoniale da morte di un prossimo congiunto. Da molto tempo, gli uffici giudiziari di merito hanno concepito criteri di stima standard per tali eventi e in mancanza di criteri legali, hanno, ampiamente, adottato quello del Tribunale di Milano (tabella del Tribunale di Milano).  “Questo criterio consiste nello stabilire ex ante la misura del risarcimento in base alla natura del vincolo che legava la vittima ed il congiunto superstite (coniugio, filiazione, maternità, ecc.). Per ciascun tipo di vincolo parentale è prevista una somma variabile tra un minimo ed un massimo, molto divaricati tra loro. La scelta del risarcimento concretamente dovuto nel caso specifico è rimessa alla valutazione equitativa del giudice.”  La Suprema Corte aveva già affrontato tale argomento con sentenza n. 12408/2011 stabilendo “.. che la tabella diffusa dal Tribunale di Milano sin dal 2009 e denominata “Criteri orientativi per la liquidazione del danno non patrimoniale derivante (…) dalla perdita o grave lesione del rapporto parentale” dovesse costituire “d’ora innanzi, per la giurisprudenza di questa Corte, il valore da ritenersi “equo”, … Continua a leggere...
Cos’è il danno non patrimoniale per lesioni di lieve entità?

Cos’è il danno non patrimoniale per lesioni di lieve entità?

In ambito civilistico e assicurativo, si definisce “danno non patrimoniale” qualsiasi pregiudizio non immediatamente riconducibile alle categorie di lucro cessante e danno emergente: qualunque nocumento, insomma, che non sia di natura prettamente economica. Dottrina e Giurisprudenza prevalenti in materia sono ormai concordi nell’unificare sotto la voce di danno non patrimoniale tutte le categorie in cui veniva prima parcellizzato il detrimento diverso dal lucro cessante e dal danno emergente (quali: danno biologico, morale, esistenziale, da compromessa vita di relazione etc.). In pratica, sono considerati danni non patrimoniali tutte le alterazioni negative subite dalla vittima principale del sinistro e/o da quelle secondarie (prossimi congiunti della prima) a seguito e per causa del sinistro stesso − comprese le compromissioni “delle attività quotidiane e degli aspetti dinamico-relazionali, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla capacità di produrre reddito” dei soggetti danneggiati, nelle quali, a norma dell’art. 139, comma 2 D. lgs. 209/2005 (c.d. Codice delle Assicurazioni Private), si sostanzia il danno biologico. Dunque, rientra nel grande contenitore del danno non patrimoniale ogni sofferenza e disagio fisico e psicologico procurato dall’incidente.