Rischi compliance: il direttore tecnico, il responsabile della sicurezza e la delega del datore di lavoro

Rischi compliance: il direttore tecnico, il responsabile della sicurezza e la delega del datore di lavoro

Nel cantiere edile si erano verificati degli infortuni sul lavoro durante la realizzazione di un complesso alberghiero mediante parziale recupero e completa ristrutturazione di una struttura archeologica industriale. Un immobile vincolato, da cui l’obbligo di conservazione di alcune strutture murarie. Si era accertato che, a fronte di una situazione di generale instabilità e precarietà strutturale, i responsabili dei lavori nel cantiere avrebbero dovuto mettere in sicurezza i muri dell’edifico attraverso opere di stabilizzazione, mai effettuate.  Sul caso, la Cassazione Penale n.13865/2020 analizzava il ruolo del direttore tecnico, del responsabile della sicurezza e del datore di lavoro. Ampia delega era stata conferita dal legale rappresentante della società appaltatrice al soggetto delegato, quale direttore tecnico e responsabile della sicurezza con piena responsabilità in materia antinfortunistica e impegno di spesa illimitato. L’imputato, inoltre, rivestendo una specifica posizione di garanzia collegata alla sua qualifica di responsabile delegato alla sicurezza dell’impresa appaltatrice (datore di lavoro), aveva il potere-dovere di valutare attentamente la progettazione di sicurezza e la sua adeguatezza, in special modo con riguardo alle necessità di adeguamento alle circostanze sopravvenute in corso di lavorazione.  Con la procura conferita dal datore di lavoro, “…era stata attribuita ogni competenza e potere di iniziativa nel settore della prevenzione … Continua a leggere...
Azione diretta del danneggiato nell’r.c.a.: preclusa al datore di lavoro per il proprio dipendente trasportato

Azione diretta del danneggiato nell’r.c.a.: preclusa al datore di lavoro per il proprio dipendente trasportato

di Redazione. Al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti dal proprio dipendente che viaggiava, quale terzo trasportato in un autovettura, il datore di lavoro esperiva la domanda di risarcimento diretto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 141 e 149 del Codice delle assicurazioni. La Corte d’Appello aveva ritenuto l’azione non esperibile e la Corte di Cassazione Civile con sentenza n.3729/2019 ne ha confermato la decisione. 
Rischi operativi: infortunio sul lavoro – il rischio elettivo

Rischi operativi: infortunio sul lavoro – il rischio elettivo

La Corte di Cassazione Civile con Ordinanza n.8988/2020 ha ripercorso il costante e risalente orientamento sui principi con cui valutare, se e in che misura, la vittima di un infortunio sul lavoro possa ritenersi responsabile, in tutto od in parte, del danno sofferto.  Detti principi possono essere riassunti come segue:  “La vittima di un infortunio sul lavoro può ritenersi responsabile esclusiva dell’accaduto solo in un caso: quando il lavoratore abbia tenuto un contegno abnorme, inopinabile ed esorbitante rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute ….”. Il datore di lavoro, infatti, risponde dei rischi professionali propri (e cioè insiti nello svolgimento dell’attività lavorativa) e di quelli impropri (e cioè derivanti da attività connesse a quella lavorativa), ma non di quelli totalmente scollegati dalla prestazione che il lavoratore rende in quanto tale.  Se il rischio cui si espone il lavoratore è privo di connessione con l’attività professionale, ed il lavoratore sia venuto a trovarsi esposto ad esso per scelta volontaria, arbitraria e diretta a soddisfare impulsi personali, quello non sarà più un “rischio lavorativo”, ma diviene un “rischio elettivo”, cioè creato dal prestatore d’opera a prescindere dalle esigenze della lavorazione, e quindi non meritevole della tutela risarcitoria od assicurativa ……“. Con … Continua a leggere...
Rischi operativi: la responsabilità del datore di lavoro – la polizza di responsabilità civile verso i prestatori di lavoro (RCO)

Rischi operativi: la responsabilità del datore di lavoro – la polizza di responsabilità civile verso i prestatori di lavoro (RCO)

La Cassazione Civile con Ordinanza n.12446/2020 ha riepilogato i confini, ridisegnati dalla Corte Costituzionale, in relazione alla responsabilità civile del datore di lavoro nei confronti dei prestatori di lavoro. Con l’art. 38 Cost. si intende garantire alle vittime di infortuni, mezzi adeguati alle loro esigenze di vita, ma la quantità del ristoro attribuita va parametrata ad un canone certo come, nel caso di specie, che attiene il grado di riduzione dell’integrità fisica. La stessa Corte ha chiarito, inoltre, che la formula “coloro che il datore ha incaricato della direzione o sorveglianza del lavoro”, comprende ogni lavoratore delle cui azioni il datore debba rispondere, ai sensi dell’art. 2049 c.c. e, infine, ha eliminato la cd. pregiudiziale penale permettendo che l’accertamento del fatto reato possa essere compiuto dal giudice civile anche nei casi in cui il procedimento penale nei confronti del datore di lavoro o di un suo dipendente si sia concluso con proscioglimento in sede istruttoria o vi sia provvedimento di archiviazione.  In applicazione, inoltre, dei principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità circa la responsabilità omissiva, negli infortuni sul lavoro, attribuita al datore di lavoro ai sensi dell’art.2087 c.c., la posizione di garanzia “…. si fonda sulla necessità di evitare che … Continua a leggere...