Per i danni cagionati da animali selvatici risponde la PA?

Per i danni cagionati da animali selvatici risponde la PA?

Sul soggetto tenuto a rispondere per i danni cagionati dagli animali selvatici a persone e cose, parte della giurisprudenza (cfr.Corte di Cassazione, sentenza n. 3384/2015), ritiene debba essere la Regione, anche in caso di delega di funzioni amministrative alle province, qualora il risarcimento non sia definito da norme specifiche. Secondo altro orientamento invece, la Regione è responsabile dei danni provocati dalla fauna selvatica, ai sensi dell’ articolo 2043 c.c.“il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme, a meno che la delega non attribuisca alle Provincie un’autonomia decisionale ed operativa sufficiente a consentire loro di svolgere l’attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare i danni” (Corte di Cassazione ordinanza n. 27543 del 21 novembre 2017). Cfr, anche, Cass.Civ.n. 22886/2015. La responsabilità risarcitoria, in caso di danni provocati dalla fauna selvatica pertanto è imputabile alla Regione o alla Provincia, se alla stessa vengono affidati poteri concreti ed effettivi di amministrazione del territorio e di gestione degli animali liberi ivi presenti. Va da sé che la disciplina è variabile da Regione a Regione. Per quanto riguarda il profilo di responsabilità, questa è di natura … Continua a leggere...
LEGGE 11 febbraio 1992, n. 157 – Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

LEGGE 11 febbraio 1992, n. 157 – Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

Art. 1. (Fauna selvatica) 1. La fauna selvatica e’ patrimonio indisponibile dello Stato ed e’ tutelata nell’interesse della comunita’ nazionale ed internazionale. 1-bis. Lo Stato, le regioni e le province autonome, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, adottano le misure necessarie per mantenere o adeguare le popolazioni di tutte le specie di uccelli di cui all’articolo 1 della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, ad un livello corrispondente alle esigenze ecologiche, scientifiche, turistiche e culturali, tenendo conto delle esigenze economiche e ricreative e facendo in modo che le misure adottate non provochino un deterioramento dello stato di conservazione degli uccelli e dei loro habitat, fatte salve le finalita’ di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), primo e secondo trattino, della stessa direttiva. 2. L’esercizio dell’attivita’ venatoria e’ consentito purche’ non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole. 3. Le regioni a statuto ordinario provvedono ad emanare norme rela- tive alla gestione ed alla tutela di tutte le specie della fauna selvatica in conformita’ alla presente legge, alle convenzioni internazionali ed alle direttive comunitarie. Le regioni a statuto speciale e le province … Continua a leggere...
Fauna selvatica: risponde la Regione

Fauna selvatica: risponde la Regione

di Redazione. La Cassazione Civile con sentenza n.8385/2020, dopo un’articolata ed esaustiva illustrazione delle tematiche giuridiche connesse i danni causati dagli animali selvatici, si è espressa sulla base dei seguenti principi di diritto: “ai fini del risarcimento dei danni cagionati dagli animali selvatici appartenenti alle specie protette e che rientrano, ai sensi della legge n. 157 del 1992, nel patrimonio indisponibile dello Stato, va applicato il criterio di imputazione della responsabilità di cui all’art. 2052 c.c. e il soggetto pubblico responsabile va individuato nella Regione, in quanto ente al quale spetta in materia la funzione normativa, nonché le funzioni amministrative di programmazione, coordinamento, controllo delle attività eventualmente svolte – per delega o in base a poteri di cui sono direttamente titolari – da altri enti, ivi inclusi i poteri sostitutivi per i casi di eventuali omissioni (e che dunque rappresenta l’ente che «si serve», in senso pubblicistico, del patrimonio faunistico protetto), al fine di perseguire l’utilità collettiva di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; la Regione potrà eventualmente rivalersi (anche chiamandoli in causa nel giudizio promosso dal danneggiato) nei confronti degli altri enti ai quali sarebbe spettato di porre in essere in concreto le misure che avrebbero dovuto impedire il danno, in quanto a … Continua a leggere...