D.P.R. 30 marzo 2004, n. 142 Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell’inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell’articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447

D.P.R. 30 marzo 2004, n. 142 Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell’inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell’articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447

Art. 1. Definizioni 1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto, si intende per: a) infrastruttura stradale: l’insieme della superficie stradale, delle strutture e degli impianti di competenza dell’ente proprietario, concessionario o gestore necessari per garantire la funzionalita’ e la sicurezza della strada stessa; b) infrastruttura stradale esistente: quella effettivamente in esercizio o in corso di realizzazione o per la quale e’ stato approvato il progetto definitivo alla data di entrata in vigore del presente decreto; c) infrastruttura stradale di nuova realizzazione: quella in fase di progettazione alla data di entrata in vigore del presente decreto e comunque non ricadente nella lettera b); d) ampliamento in sede di infrastruttura stradale in esercizio: la costruzione di una o piu’ corsie in affiancamento a quelle esistenti, ove destinate al traffico veicolare; e) affiancamento di infrastrutture stradali di nuova realizzazione a infrastrutture stradali esistenti: realizzazione di infrastrutture parallele a infrastrutture esistenti o confluenti, tra le quali non esistono aree intercluse non di pertinenza delle infrastrutture stradali stesse; f) confine stradale: limite della proprieta’ stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine e’ costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, … Continua a leggere...
LEGGE 26 ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sull’inquinamento acustico

LEGGE 26 ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sull’inquinamento acustico

Art. 1. (Finalita’ della legge) 1. La presente legge stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 117 della Costituzione. 2. I principi generali desumibili dalla presente legge costituiscono per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge si intende per: a) inquinamento acustico: l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attivita’ umane, pericolo per la saluteumana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da … Continua a leggere...
Codice ambiente

Codice ambiente

DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale. PARTE PRIMA ((DISPOSIZIONI COMUNI E PRINCIPI GENERALI))   ART. 1 (ambito di applicazione) 1. Il presente decreto legislativo disciplina, in attuazione della legge 15 dicembre 2004, n. 308, le materie seguenti: a) nella parte seconda, le procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d’impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC); b) nella parte terza, la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall’inquinamento e la gestione delle risorse idriche; c) nella parte quarta, la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati; d) nella parte quinta, la tutela dell’aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera; e) nella parte sesta, la tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente. ART. 2 (finalita’) 1. Il presente decreto legislativo ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualita’ della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali. 2. Per le finalita’ di cui al comma 1, il presente decreto provvede al riordino, al coordinamento e all’integrazione delle disposizioni legislative nelle materie di cui all’articolo 1, in conformita’ ai principi … Continua a leggere...
Rischi compliance: la responsabilità del proprietario del sito inquinato e dell’inquinatore

Rischi compliance: la responsabilità del proprietario del sito inquinato e dell’inquinatore

Come da specifica disposizione dell’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in tema ambientale e in attuazione della direttiva 2004/35/CE, è emerso il principio volto a garantire che il responsabile dell’inquinamento “paghi” per l’illecito ambientale quando via sia certezza processuale nella causazione dell’evento. Tale principio, modificato e ridimensionato, nei suoi vari aspetti, sia dai recepimenti delle discipline nazionali che dalla direttiva sulla responsabilità ambientale e dalla direttiva sui rifiuti, ha delineato una sorta di responsabilità oggettiva, meno rigorosa e con spazi di valutazione delle esimenti, non riuscendo sempre a risolvere il problema degli obblighi di condotta per i danni causati all’ambiente (Corte giustizia UE sez. III, 04/03/2015, n. 534).  Con l’art. 253 del Codice dell’Ambiente, la norma è intervenuta sulla responsabilità derivante dagli effetti perduranti dell’inquinamento e che necessitano di misure di rimozione. Una situazione di inquinamento che perdura, quindi, impone specifici obblighi di bonifica dei siti inquinati, indipendentemente dal momento in cui sono avvenuti i fatti che hanno provocato l’alterazione ambientale, sicché non sarebbe in questione l’applicazione retroattiva della prescrizione degli obblighi di attivarsi derivanti dall’inquinamento ambientale, ma sanata dall’applicazione delle nuove disposizioni normative rispetto ad eventi ancora in corso e suscettibili di essere interrotti solo con la bonifica.  … Continua a leggere...
Rischi operativi: l’esclusione di polizza deve essere interpretata – l’inquinamento acustico

Rischi operativi: l’esclusione di polizza deve essere interpretata – l’inquinamento acustico

La polizza assicurativa, sottoscritta dalle parti, non era una polizza generica, bensì stipulata in relazione alla esecuzione di opere di ristrutturazione e adeguamento tecnologico di un immobile e l’attività assicurata era, quindi, quella di esecuzione di particolari lavori di ristrutturazione previsti dal contratto di appalto che, necessariamente, comprendevano rumorose demolizioni e ricostruzioni.  Con l’accertamento di un danno da “immissioni acustiche” a causa delle attività di cantiere, la Corte d’Appello, aveva escluso che tale tipologia di danno rientrasse nella garanzia assicurativa, sulla base dell’articolo delle condizioni generali di contratto, che in sintesi prevedeva: “Esclusioni – l’assicurazione non comprende … l) i danni da inquinamento di qualsiasi natura, qualunque sia la causa che li ha cagionati… “. Una clausola da non considerare, a detta della Corte d’Appello, come limitativa della responsabilità, “.. ma una clausola avente ad oggetto la determinazione del contenuto e dei limiti della garanzia assicurativa e quindi volta a specificare il rischio garantito, operante ed efficace a prescindere da una specifica sottoscrizione.”  La Cassazione Civile n.9380/2016 nel cassare la sentenza impugnata, censurava il fatto della mancanza assoluta di “ .. una indagine ermeneutica sulla polizza nel suo complesso e sulla funzione del contratto, oltre che sulla collocazione della clausola … Continua a leggere...
Rischi compliance: le spese di rimozione e smaltimento rifiuti – la corresponsabilità dei proprietari

Rischi compliance: le spese di rimozione e smaltimento rifiuti – la corresponsabilità dei proprietari

Il Comune aveva eseguito d’ufficio la rimozione e lo smaltimento di rifiuti abbandonati in un immobile e ingiunto ai comproprietari di pagare le spese sostenute. La Cassazione Civile con Ordinanza n.14612/2020, adita sull’argomento, si pronunciava circa l’esigibilità del pagamento ingiunto verso uno dei comproprietari dell’immobile che aveva solo un rapporto formale, derivante dal fatto di esserne uno dei comproprietari. La S.C. osservava che “… la questione va risolta sulla scorta dei principi affermati da questa Corte, a Sezioni unite, nella sentenza del 25/02/2009, n.4472, la quale prevede la corresponsabilità solidale del proprietario o del titolare di diritti personali o reali di godimento sull’area ove sono stati abusivamente abbandonati o depositati rifiuti, con il conseguente suo obbligo di provvedere allo smaltimento ed al ripristino, solo in quanto la violazione sia imputabile anche a quei soggetti a titolo di dolo o colpa. Ma, per un verso, le esigenze di tutela ambientale sottese alla norma citata rendono evidente che il riferimento a chi è titolare di diritti reali o personali di godimento va inteso in senso lato, essendo destinato a comprendere qualunque soggetto si trovi con l’area interessata in un rapporto, anche di mero fatto, tale da consentirgli – e per ciò stesso … Continua a leggere...