Qual è la responsabilità disciplinare del medico lavoratore subordinato?

Qual è la responsabilità disciplinare del medico lavoratore subordinato?

La responsabilità disciplinare del medico lavoratore subordinato, a differenza di quanto avviene per il libero professionista, non si realizza nel momento in cui costui, con la propria condotta violi le disposizioni del Codice deontologico, ma quando, nella qualità di dipendente della pubblica Amministrazione, non adempia ai doveri derivanti dal rapporto di Pubblico impiego, contravvenendo alle norme che regolano il rapporto di lavoro pubblico e a quelle contenuto nel contratto collettivo nazionale di comparto. Parimenti, per il medico che opera all’interno di una struttura privata, sempre in qualità di dipendente, la sua responsabilità disciplinare deriverà dalla violazione delle norme dei contratti individuale e collettivo che regolano il rapporto di lavoro. Se poi il medico, come spesso accade, svolge contemporaneamente sia attività libero professionale che subordinata presso una struttura sanitaria pubblica o privata, egli potrà essere giudicato, sia dagli organi competenti della pubblica amministrazione da cui dipende, dal proprio datore di lavoro privato e dall’Ordine medico di appartenenza. Tale duplice veste, solo teoricamente, comporta una distinta competenza ad irrogare le sanzioni disciplinari al medico. In effetti, come ha avuto modo di precisare la Cassazione, se un medico con la propria condotta, anche all’interno del rapporto di pubblico impiego, viola le norme etiche … Continua a leggere...
Rischi operativi: la responsabilità del datore di lavoro – la polizza di responsabilità civile verso i prestatori di lavoro (RCO)

Rischi operativi: la responsabilità del datore di lavoro – la polizza di responsabilità civile verso i prestatori di lavoro (RCO)

La Cassazione Civile con Ordinanza n.12446/2020 ha riepilogato i confini, ridisegnati dalla Corte Costituzionale, in relazione alla responsabilità civile del datore di lavoro nei confronti dei prestatori di lavoro. Con l’art. 38 Cost. si intende garantire alle vittime di infortuni, mezzi adeguati alle loro esigenze di vita, ma la quantità del ristoro attribuita va parametrata ad un canone certo come, nel caso di specie, che attiene il grado di riduzione dell’integrità fisica. La stessa Corte ha chiarito, inoltre, che la formula “coloro che il datore ha incaricato della direzione o sorveglianza del lavoro”, comprende ogni lavoratore delle cui azioni il datore debba rispondere, ai sensi dell’art. 2049 c.c. e, infine, ha eliminato la cd. pregiudiziale penale permettendo che l’accertamento del fatto reato possa essere compiuto dal giudice civile anche nei casi in cui il procedimento penale nei confronti del datore di lavoro o di un suo dipendente si sia concluso con proscioglimento in sede istruttoria o vi sia provvedimento di archiviazione.  In applicazione, inoltre, dei principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità circa la responsabilità omissiva, negli infortuni sul lavoro, attribuita al datore di lavoro ai sensi dell’art.2087 c.c., la posizione di garanzia “…. si fonda sulla necessità di evitare che … Continua a leggere...