Massime Cassazione RC medico-sanitaria

Massime Cassazione RC medico-sanitaria

Massima Cassazione Civile n.26727/2018 (danno non patrimoniale, danno biologico) “In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionata da un illecito, nel periodo di tempo interposto tra la lesione e la morte ricorre il danno biologico terminale, cioè il danno biologico “stricto sensu” (ovvero danno al bene “salute”), al quale, nell’unitarietà del “genus” del danno non patrimoniale, può aggiungersi un danno morale peculiare improntato alla fattispecie (“danno morale terminale”), ovvero il danno da percezione, concretizzabile sia nella sofferenza fisica derivante dalle lesioni, sia nella sofferenza psicologica (agonia) derivante dall’avvertita imminenza dell'”exitus”, se nel tempo che si dispiega tra la lesione ed il decesso la persona si trovi in una condizione di “lucidità agonica”, in quanto in grado di percepire la sua situazione ed in particolare l’imminenza della morte, essendo quindi irrilevante, a fini risarcitori, il lasso di tempo intercorso tra la lesione personale ed il decesso nel caso in cui la persona sia rimasta “manifestamente lucida”. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva escluso il diritto al risarcimento del danno, e, quindi, la conseguente trasmissibilità “iure hereditatis”, rappresentato dall’agonia, sia sotto il profilo strettamente biologico che sotto quello psicologico-morale, nonostante la lucidità … Continua a leggere...
Cos’è il nesso di causalità nel danno medico-sanitario?

Cos’è il nesso di causalità nel danno medico-sanitario?

Sia sul piano civile che penale, affinchè ad una determinata condotta/comportamento del sanitario possano addebitarsi profili di responsabilità occorre che la stessa (azione, omissione, ecc.) sia strettamente connessa all’evento lesivo da un rapporto di causalità. Il nesso di causalità, dunque, è il legame eziologico tra il comportamento astrattamente considerato e l’evento, ossia il rapporto intercorrente tra l’azione/omissione e reazione, in assenza del quale l’evento stesso non si verificherebbe. Si tratta, ha puntualizzato di recente la Suprema Corte, in via generale, di una costruzione logica, non di un fatto materiale, ma di un ragionamento logico-deduttivo; in sostanza una relazione stabilita a posteriori tra due fatti (cfr. Cass. n. 4024/2018). Al fine di ottenere il risarcimento del danno, secondo l’orientamento costante della giurisprudenza, è il paziente ad avere l’onere di provare il nesso causale tra la condotta del danneggiante e l’evento dannoso, secondo la regola della riferibilità causale dell’evento stesso all’ipotetico responsabile, la quale presuppone una valutazione nei termini del c.d. ‘più probabile che non’ (cfr., tra le altre, Cass. n. 18392/2017; 29853/2018; n. 21008/2018). Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati
R.C. medico-sanitaria: il paziente deve dimostrare il nesso causale del danno

R.C. medico-sanitaria: il paziente deve dimostrare il nesso causale del danno

La Cassazione Civile con Ordinanza n.32138/2019 è tornata sull’argomento e ha ribadito i consolidati orientamenti di legittimità per cui è infondata la pretesa del ricorrente che intende porre a carico della struttura sanitaria:”…  Devi eseguire la registrazione ed abbonarti, per visualizzare tutti i contenuti di AssibotPer favore Accedi. Non sei abbonato? Registrati