Qual è il rapporto tra il medico sanitario, la struttura e il paziente?

Qual è il rapporto tra il medico sanitario, la struttura e il paziente?

Il rapporto medico, paziente e struttura sanitaria è mutato in virtù della legge n. 24/2017 contenente “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.” Il tutto con notevoli riflessi sul piano del riparto dell’onere probatorio. Come previsto dall’art. 7 di detta legge, per quanto riguarda il rapporto intercorrente tra medico e struttura sanitaria – sociosanitaria pubblica o privata che “nell’adempimento della propria obbligazione, si avvalga dell’opera di esercenti la professione sanitaria, anche se scelti dal paziente e ancorché non dipendenti della struttura stessa, risponde, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile, delle loro condotte dolose o colpose.” Le due disposizioni, entrambe contenute nel libro IV delle obbligazioni del codice civile, riguardano rispettivamente la responsabilità del debitore e la responsabilità per fatto degli ausiliari. Ne consegue che il rapporto tra medici sanitari e struttura è di natura contrattuale, applicabile anche, come previsto dal comma 2, alle “prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria ovvero nell’ambito di attività di sperimentazione e di ricerca clinica ovvero in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale nonché attraverso la telemedicina.”
Quali sono le procedure da utilizzare per il risarcimento del danno del paziente?

Quali sono le procedure da utilizzare per il risarcimento del danno del paziente?

Le modalità per la richiesta del risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria trovano la loro disciplina nella Legge 8 marzo 2017, numero 24 che tra l’altro mira alla riduzione del contenzioso per tali procedimenti di risarcimento. L’articolo 8 della legge in esame prevede l’obbligo preliminare del tentativo di conciliazione, a carico di chi intenda esercitare un’azione innanzi al giudice civile relativa a una controversia di risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria. L’attore può scegliere alternativamente di proporre ricorso ex articolo art.696 bis c.p.c. o di esperire il procedimento di mediazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis del D. Lgs. 28/2010. Peraltro, la presentazione del ricorso ai sensi dell’articolo 696 bis costituisce condizione di procedibilità della domanda di risarcimento. Ove la conciliazione non riesca o il procedimento non si concluda entro il termine perentorio di sei mesi dal deposito del ricorso, la domanda diviene procedibile e gli effetti della domanda sono salvi se, entro novanta giorni dal deposito della relazione o dalla scadenza del termine perentorio, è depositato il ricorso di cui all’articolo 702-bis c.p.c., chiedendo l’applicazione del nuovo rito sommario di cognizione avanti al giudice competente. Il danno conseguente all’attività della struttura sanitaria o sociosanitaria, pubblica o privata, … Continua a leggere...
Quando il paziente danneggiato concorre nella responsabilità medica?

Quando il paziente danneggiato concorre nella responsabilità medica?

Nel momento in cui un paziente si rivolge a un medico per sottoporsi a una cura farmacologica, a un trattamento chirurgico estetico o risolutivo di una qualche patologia, contrae con lo stesso un’obbligazione da cui derivano diritti e obblighi reciproci. Da una parte c’è il medico, che deve saper ascoltare, raccogliere tutte le informazioni necessarie a una corretta diagnosi e cura e dall’altra il paziente, che nell’ambito di un rapporto di natura fiduciaria, deve seguire le indicazioni del professionista, sottoporsi alle analisi e agli esami diagnostici prescritti e assumere, nel rispetto della prescrizione medica, i farmaci nei dosaggi ordinati. Quando, nell’ambito di questo rapporto, il paziente, contravvenendo alle indicazioni del proprio medico, non si attenga alle sue prescrizioni e, a causa di questa sua condotta, vada incontro a un peggioramento delle proprie condizioni di salute o rischi di perdere la vita, per la legge e la giurisprudenza egli sarà ritenuto responsabile, a seconda dei casi, in via esclusiva o concorrente del danno riportato. Il tutto ai sensi dell’art.1227 c.c. ai sensi del quale: “Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne … Continua a leggere...