R.C.A.: polizza scaduta e sospensione dell’assicurazione

R.C.A.: polizza scaduta e sospensione dell’assicurazione

di Redazione. La polizza assicurativa per la responsabilità civile dei veicoli a motore era scaduta ed il premio era stato pagato dopo il periodo di tolleranza di quindici giorni, come previsto dall’art.1901 c.c., ma successivamente al verificarsi di un incidente.
R.C. medico-sanitaria: la polizza in secondo rischio

R.C. medico-sanitaria: la polizza in secondo rischio

di Redazione. La sentenza impugnata in Cassazione dall’assicurato (Casa di cura privata) atteneva quanto affermato dalla Corte d’Appello sul contratto assicurativo per la Responsabilità Civile della stessa, in relazione al danno causato dall’operato di un proprio medico non dipendente. La predetta Corte, infatti, effettuava una distinzione tra i danni direttamente provocati dalla clinica come struttura, per i quali la stessa rispondeva direttamente e i danni provocati dall’operato del medico per i quali rispondeva anche la clinica a titolo di responsabilità indiretta. In relazione, poi, ai danni causati distingueva, ulteriormente, se il medico responsabile fosse dipendente o meno della Casa di cura.  
Rischi operativi: la polizza infortuni – il rischio in itinere

Rischi operativi: la polizza infortuni – il rischio in itinere

di Redazione. L’Ente aveva stipulato un’assicurazione per conto di chi rivestisse un certa carica, a copertura degli infortuni subiti a causa e nell’esercizio delle funzioni preposte, ma il contratto assicurativo non definiva il termine di “rischio in itinere”.   La Cassazione Civile con Ordinanza n.5119/2020, quindi, in assenza di una definizione contrattuale di detto rischio, ha ritenuto che con tale espressione le parti intendessero fare riferimento al concetto di “infortunio in itinere”, come previsto e disciplinato dal testo unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, ex art. 2 d.p.r. 30.6.1965 n. 1124, come modificato dall’art. 12 d. lgs. 38/2000, che recita:“L’assicurazione comprende tutti i casi di infortunio  avvenuti  per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o   un’inabilita’ permanente  al  lavoro,  assoluta  o  parziale,  ovvero un’inabilita’ temporanea assoluta che importi l’astensione dal lavoro per piu’ di tre giorni. Agli effetti del presente decreto, e’ considerata infortunio sul lavoro l’infezione carbonchiosa. Non e’ invece compreso tra i casi di infortunio sul lavoro l’evento dannoso derivante da infezione malarica, il quale e’ regolato da disposizioni speciali. Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone … Continua a leggere...
La colpa e la colpa grave in diritto civile e l’assicurazione della responsabilità civile

La colpa e la colpa grave in diritto civile e l’assicurazione della responsabilità civile

di Redazione, In diritto civile, la colpa è caratterizzata da una sorta d’imprudenza, negligenza o imperizia nel compiere un azione o nell’omissione di compierla per un fatto dovuto, da parte del danneggiante. La lesione, quindi, di un interesse giuridicamente tutelabile comporta, di regola, una responsabilità se cagionata per colpa. E’ necessario usare, almeno, la normale diligenza (art.1176 c.c.) per non causare un danno adottando, anche, accorgimenti o misure necessarie per evitare che si verifichi un evento dannoso da cui potrebbero derivare responsabilità. Per alcune tipologie di attività, la responsabilità può derivare da atti commessi solo con dolo o con colpa grave e cioè con una negligenza più rilevante. 
R.C.: il massimale di polizza non è elemento essenziale del contratto assicurativo e l’assicurazione plurima opera congiuntamente

R.C.: il massimale di polizza non è elemento essenziale del contratto assicurativo e l’assicurazione plurima opera congiuntamente

di Redazione. La pattuizione d’un massimale non è elemento essenziale del contratto di assicurazione della responsabilità civile poiché esprime il limite dell’obbligazione indennitaria dell’assicuratore e assolve sotto questo aspetto la medesima funzione del valore della cosa assicurata nelle assicurazioni di cose. Tuttavia, mentre, nell’assicurazione di cose, il valore del bene assicurato è elemento essenziale del contratto, non altrettanto può dirsi delle assicurazioni sulla responsabilità. Nelle assicurazioni di cose, infatti, è vietata la soprassicurazione (art. 1908 c.c.), divieto che a sua volta è espressione del principio indennitario, coessenziale all’assicurazione contro i danni e la mancata pattuizione sul valore, pertanto, snaturerebbe la causa del contratto, nella misura in cui consentirebbe la percezione da parte dell’assicurato di indennizzi superiori al valore della cosa assicurata. Nelle assicurazioni sulla responsabilità, invece, non è nemmeno concepibile la nozione di sopra – o sottoassicurazione, e la misura del massimale garantito è lasciata alla libera pattuizione delle parti. Il contratto potrebbe essere, dunque, stipulato per un qualsiasi massimale, senza che ciò incida sulla natura o sulla causa del contratto, così come potrebbe essere stipulato per un massimale illimitato, ipotesi conosciuta dalla prassi commerciale.  Da ciò consegue che il massimale nell’assicurazione della responsabilità civile non costituisce un elemento essenziale … Continua a leggere...
Rischi compliance: nessun rimborso per resistere all’azione senza richiesta di risarcimento – la polizza di responsabilità civile degli amministratori

Rischi compliance: nessun rimborso per resistere all’azione senza richiesta di risarcimento – la polizza di responsabilità civile degli amministratori

Non si può affermare che le spese di resistenza previste in una polizza per la responsabilità civile di amministratori, sindaci e direttori generali della società siano, comunque, dovute, anche, in ipotesi in cui non vi sia alcuna richiesta di risarcimento nei confronti degli assicurati ovvero senza alcuna costituzione di parte civile nel processo penale iniziato d’ufficio e conclusosi con l’archiviazione. È chiaro, come affermato dalla Cassazione Civile n.667/2016, che il presupposto per l’attivazione della copertura assicurativa in questione derivi da un danno a terzi procurato dall’attività di detti assicurati e che con l’art.1917 c.c. (commi 1 e 3) viene regolata la prestazione complessiva dell’assicuratore, oggetto di due distinte obbligazioni, di cui una principale e l’altra accessoria. L’obbligazione principale concerne la rifusione, da parte dell’assicuratore, di tutto quanto l’assicurato debba pagare al terzo danneggiato, mentre quella accessoria concerne il rimborso, da parte dell’assicuratore (ed entro limiti prestabiliti), delle spese sostenute dall’assicurato per resistere all’azione del danneggiato. “.. la ratio di quest’ultima disposizione va individuata nel perseguimento di un risultato utile ad entrambe le parti, assicuratore ed assicurato, mirando a tutelarne la sfera giuridico – patrimoniale dalla domanda risarcitoria del terzo ed esaurendo la sua funzione nei limiti in cui si tratta … Continua a leggere...
Rischi operativi: l’esclusione di polizza deve essere interpretata – l’inquinamento acustico

Rischi operativi: l’esclusione di polizza deve essere interpretata – l’inquinamento acustico

La polizza assicurativa, sottoscritta dalle parti, non era una polizza generica, bensì stipulata in relazione alla esecuzione di opere di ristrutturazione e adeguamento tecnologico di un immobile e l’attività assicurata era, quindi, quella di esecuzione di particolari lavori di ristrutturazione previsti dal contratto di appalto che, necessariamente, comprendevano rumorose demolizioni e ricostruzioni.  Con l’accertamento di un danno da “immissioni acustiche” a causa delle attività di cantiere, la Corte d’Appello, aveva escluso che tale tipologia di danno rientrasse nella garanzia assicurativa, sulla base dell’articolo delle condizioni generali di contratto, che in sintesi prevedeva: “Esclusioni – l’assicurazione non comprende … l) i danni da inquinamento di qualsiasi natura, qualunque sia la causa che li ha cagionati… “. Una clausola da non considerare, a detta della Corte d’Appello, come limitativa della responsabilità, “.. ma una clausola avente ad oggetto la determinazione del contenuto e dei limiti della garanzia assicurativa e quindi volta a specificare il rischio garantito, operante ed efficace a prescindere da una specifica sottoscrizione.”  La Cassazione Civile n.9380/2016 nel cassare la sentenza impugnata, censurava il fatto della mancanza assoluta di “ .. una indagine ermeneutica sulla polizza nel suo complesso e sulla funzione del contratto, oltre che sulla collocazione della clausola … Continua a leggere...