Committenza lavori: la custodia stradale dell’amministrazione comunale

Committenza lavori: la custodia stradale dell’amministrazione comunale

di Redazione. Con la stipula di un contratto d’appalto per lavori di manutenzione, il committente pubblico mantiene la qualità di “custode”, ex art.2051 c.c., non realizzandosi il concreto e materiale spossessamento dell’area, tanto meno, se aperta alla pubblica circolazione, può avere rilievo la circostanza che il danno sia stato causato da un fattore proveniente dall’esterno.
Quale è la responsabilità della Pubblica Amministrazione per la manutenzione delle strade e nei contratti d’appalto?

Quale è la responsabilità della Pubblica Amministrazione per la manutenzione delle strade e nei contratti d’appalto?

Nell’individuare i poteri e i compiti degli enti proprietari delle strade, l’art. 14, comma 1, del Codice della Strada prevede che tali enti, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; b) al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze; c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. L’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito risponde, ai sensi dell’articolo 2051 del Codice Civile, per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o di prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo attraverso l’adozione di normali cautele. Quando la verificazione del sinistro è riconducibile all’omessa manutenzione della strada da parte dell’ente a ciò deputato, la responsabilità potrà essere imputata all’ente proprietario della strada solo se il danneggiato fornisce la prova della sussistenza del nesso causale tra l’omessa manutenzione e l’evento lesivo. Grava, al contrario, sul custode l’onere di dimostrare che il danno si sia verificato per caso fortuito. Altra questione è … Continua a leggere...
Custode: chi possiede o detiene, anche, abusivamente la cosa

Custode: chi possiede o detiene, anche, abusivamente la cosa

di Redazione. “Come questa Corte ha già avuto modo di affermare, custodi sono tutti i soggetti, pubblici o privati, che hanno il possesso o la detenzione (legittima o anche abusiva: v. Cass., 3 giugno 1976, n. 1992 ) della cosa ( v. in particolare Cass., 20/2/2006, n. 3651). A tale stregua, custodi sono anzitutto i proprietari……………….……, ma tale qualità non è indefettibilmente necessaria né esaustiva.” 
Cos’è il caso fortuito nei danni da insidie stradali?

Cos’è il caso fortuito nei danni da insidie stradali?

L’articolo 2051 del Codice Civile sancisce che ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. La norma prevede che il soggetto, per il fatto di trovarsi nella condizione di controllare i pericoli della cosa custodita, risponde dei danni dalla stessa arrecati, per la sola sussistenza del nesso di causa con il fatto dannoso. L’unico caso in cui il custode può andare esente da responsabilità è la prova del caso fortuito, ovvero di un evento in grado d’interrompere il suddetto nesso di causa tra la cosa in custodia e il danno. In caso d’insidie stradali, l’ente custode della pubblica via, può quindi essere esente da responsabilità, nel danno derivante dalla cosa in custodia, solo se riesce a dimostrare che l’evento dannoso era del tutto imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile. Deve trattarsi in sostanza di un evento totalmente fuori dal controllo dell’ente, che neppure attraverso un’attività di manutenzione costante, diligente e immediata, avrebbe potuto evitare, visto che è stato in grado di esplicare la sua potenzialità offensiva, prima che il custode potesse intervenire ed evitare il danno. Ora, poiché la norma richiede la prova positiva del caso fortuito, l’ente ha … Continua a leggere...
Strettoia stradale: necessarie misure preventive e aggiuntive

Strettoia stradale: necessarie misure preventive e aggiuntive

di Redazione. L’art.42 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada) , in tema di “Strettoie e sensi unici alternati”, prevede: ”1. Qualora la presenza dei lavori, dei depositi o dei cantieri stradali determini un restringimento della carreggiata e’ necessario apporre il segnale di pericolo temporaneo STRETTOIA in una delle tre versioni previste (figg. II.384, II.385 e II.386). Se tale segnale viene posto vicino alla zona lavori o di cantiere, dopo gli altri eventuali presegnali deve essere corredato da pannello integrativo indicante la distanza della strettoia. 2. Se la larghezza della strettoia e’ inferiore a 5,60 m occorre istituire il transito a senso unico alternato nel tempo, regolato ai sensi del comma 3. 3. Il regime di transito attraverso una strettoia di larghezza inferiore a 5,60 m puo’ essere regolato in tre modi: a) TRANSITO ALTERNATO A VISTA. Deve essere installato il segnale negativo DARE PRECEDENZA NEL SENSO UNICO ALTERNATO (fig. II.41) dalla parte in cui il traffico incontra l’ostacolo e deve deviare. Reciprocamente l’altro segnale DIRITTO DI PRECEDENZA NEL SENSO UNICO ALTERNATO (fig. II.45) da’ la priorita’ a quel senso di circolazione che e’ meno intralciato dai lavori; b) TRANSITO ALTERNATO DA … Continua a leggere...
Cos’è la forza maggiore?

Cos’è la forza maggiore?

La forza maggiore è una forza esterna che determina un soggetto a compiere una certa azione, senza che costui vi si possa opporre. Santoro la definisce come “un evento naturale o ad esso assimilato, indipendente dalla volontà umana che esca dalla ragionevole prevedibilità a cui non si possa ovviare senza cautele superiori a quelle della media diligenza”. Dal punto di vista normativo, la forza maggiore è contemplata dall’art.45 c.p., secondo il quale: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per caso fortuito o forza maggiore.” Come si evince dalla lettura della norma quindi, al pari del caso fortuito la forza maggiore rappresenta una causa di esclusione della colpevolezza da cui discende la non punibilità del soggetto agente. Per chiarezza pertanto occorre distinguere, precisando che per caso fortuito si intende quell’avvenimento imprevisto e imprevedibile che si inserisce all’improvviso nell’azione del soggetto agente, mentre per forza maggiore si fa riferimento a un evento della natura o del fatto dell’uomo imprevedibile o, pur se prevedibile, impossibile da impedire. La forza maggiore quindi assume un carattere più oggettivo poiché non contempla la possibilità, per l’agente, di superarla. La distinzione tra i due concetti non solo non è lieve, ma si riflette nel contenuto, … Continua a leggere...
Pozzanghera: necessaria la prudenza del conducente

Pozzanghera: necessaria la prudenza del conducente

di Redazione. Non era stata provata l’esatta dinamica del sinistro occorso al conducente di un veicolo che contestava di aver perso il controllo del mezzo a causa di una pozzanghera formatasi su strada pubblica. Seppur sia astrattamente applicabile la presunzione di responsabilità alla Pubblica Amministrazione per i danni subiti dagli utenti di beni demaniali, è sempre necessario verificare in concreto se, per le caratteristiche del bene demaniale e per tutte le altre circostanze, si possa su di esso esercitare o meno la custodia, mentre resta l’onere del danneggiato, di provare il nesso di causalità tra l’evento lesivo e la cosa in custodia.
Per i danni cagionati da animali selvatici risponde la PA?

Per i danni cagionati da animali selvatici risponde la PA?

Sul soggetto tenuto a rispondere per i danni cagionati dagli animali selvatici a persone e cose, parte della giurisprudenza (cfr.Corte di Cassazione, sentenza n. 3384/2015), ritiene debba essere la Regione, anche in caso di delega di funzioni amministrative alle province, qualora il risarcimento non sia definito da norme specifiche. Secondo altro orientamento invece, la Regione è responsabile dei danni provocati dalla fauna selvatica, ai sensi dell’ articolo 2043 c.c.“il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme, a meno che la delega non attribuisca alle Provincie un’autonomia decisionale ed operativa sufficiente a consentire loro di svolgere l’attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare i danni” (Corte di Cassazione ordinanza n. 27543 del 21 novembre 2017). Cfr, anche, Cass.Civ.n. 22886/2015. La responsabilità risarcitoria, in caso di danni provocati dalla fauna selvatica pertanto è imputabile alla Regione o alla Provincia, se alla stessa vengono affidati poteri concreti ed effettivi di amministrazione del territorio e di gestione degli animali liberi ivi presenti. Va da sé che la disciplina è variabile da Regione a Regione. Per quanto riguarda il profilo di responsabilità, questa è di natura … Continua a leggere...
Albero caduto: l’Ente deve garantire la sicurezza stradale

Albero caduto: l’Ente deve garantire la sicurezza stradale

di Redazione. Il sinistro si era verificato mediante la collisione dell’autovettura con un albero di grandi dimensioni che, caduto a causa di una tempesta di vento, aveva intercluso la carreggiata di transito, rendendo inevitabile lo scontro dal quale erano derivate lesioni personali ai ricorrenti e la distruzione del veicolo. L’Ente convenuto aveva chiamato in causa la proprietaria del fondo limitrofo sul quale, secondo la sua tesi difensiva, era radicato l’albero che si era abbattuto sulla strada. 
Cosa si intende per nesso di causalità nei sinistri da insidia stradale?

Cosa si intende per nesso di causalità nei sinistri da insidia stradale?

Il nesso di causalità nei sinistri da insidia stradale ha il suo fondamento normativo nell’articolo 2051del codice civile. Questa norma, nel disciplinare il danno da cose in custodia prevede che “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.” L’articolo non fa alcun cenno alla nozione di nesso causale, contenuta in realtà solo nel codice penale agli articoli 40 e 41. Il primo, rubricato “rapporto di causalità” prevede che “Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l’ esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione”. Il secondo invece, dedicato al concorso di cause, dispone che il rapporto di causalità non è escluso dal concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall’azione od omissione del colpevole, mentre lo è se quelle sopravvenute (in cui rientra l’illecito altrui) hanno determinato da sole l’evento. Applicando i principi penali suddetti, con gli opportuni adeguamenti previsti per la responsabilità oggettiva gravante sul custode, risulta che il nesso di causalità nei sinistri stradali provocati da insidie stradali è il collegamento tra la cosa in custodia e il … Continua a leggere...