Cos’é la trasparenza nelle procedure di risarcimento?

Cos’é la trasparenza nelle procedure di risarcimento?

La trasparenza delle procedure di risarcimento è stata positivizzata dall’art. 149-bis CdA, introdotto con L. n. 121/2017. Si tratta di un’applicazione dell’istituto della cessione del credito, disciplinato in via generale dall’art. 1260 c.c. a mente del quale “il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale”.
Qual’è la procedura stragiudiziale per il risarcimento del danno?

Qual’è la procedura stragiudiziale per il risarcimento del danno?

Si inizia con la richiesta di risarcimento del danneggiato (con tutti i dati identificativi e codice fiscale) da inviarsi per lettera raccomandata, con avviso di ricevimento ex artt.148, comma 1 e 145 CdA, unitamente alla denuncia del sinistro trasmessa dal danneggiato al proprio assicuratore (art.143 CdA). Come alternativa , la denuncia può essere effettuata mediante un’esaustiva descrizione sulle dinamiche del sinistro occorso (art.8, comma 2 del D.P.R. n.45/1981). La richiesta di risarcimento deve essere inviata alla sede sociale dell’assicuratore e/o all’agenzia ove si é stipulata la polizza e/o all’ufficio sinistri competente per la liquidazione del danno (D.P.R.n.45/81). Per i danni a cose:
Come si comporta l’assicuratore dopo aver ricevuto la richiesta di risarcimento?

Come si comporta l’assicuratore dopo aver ricevuto la richiesta di risarcimento?

L’assicuratore dopo aver ricevuto la richiesta di risarcimento o il modulo C.A.I. (constatazione amichevole d’incidente) deve, nella fase stragiudiziale, stimare il danno e procedere per la liquidazione. Ai sensi dell’art.148, comma 3 del CdA, il danneggiato deve collaborare con l’assicuratore per consentire a quest’ultimo la valutazione del danno alla persona, pena la sospensione dei termini per la formulazione dell’offerta dell’assicuratore. Un’interruzione che può durare finché il danneggiato non accetti di farsi vistare. I termini per l’offerta di liquidazione del danno, da parte dell’assicuratore, decorrono dalla ricezione della succitata richiesta, purché completa dei dati e delle informazioni necessarie, altrimenti l’assicuratore avrà 30 giorni per chiedere le integrazioni necessarie e, pertanto, i termini dell’offerta decorreranno dalla ricezione delle integrazioni richieste (art.148, comma 5 CdA). I termini, comunque, previsti per detta offerta, a pratica completa, sono: -30 giorni per sinistri con soli danni a cose (modulo C.A.I. sottoscritto dalle due parti); -60 giorni  per sinistri con soli danni a cose, senza modulo C.A.I. (richiesta di risarcimento o modulo C.A.I. presentato singolarmente da una delle parti o da entrambi, ma non sottoscritto da tutti e due);
Cosa accade se la somma offerta dell’assicuratore non viene accettata dal danneggiato nell’r.c.a.?

Cosa accade se la somma offerta dell’assicuratore non viene accettata dal danneggiato nell’r.c.a.?

Nell’art.148, 1 e 2 comma, del Codice delle assicurazioni si distinguono i sinistri con danni a cose e quelli con danni alla persona proprio per disciplinare, in modo diverso, i tempi ed i modi della procedura stragiudiziale di liquidazione del danno e, quindi, i tempi della mora dell’assicuratore e della proponibilità della domanda giudiziale di cui all’art.145, comma primo CAP.  Se il danneggiato ha agito in giudizio per il risarcimento di tutti i danni provocati dal sinistro, avendo rifiutato l’offerta stragiudiziale unica dell’assicuratore, attinente entrambe le tipologie di danno, l’art.148, 4 comma CAP è stato rispettato da parte dell’assicuratore. Detta offerta non ha portata cognitiva o ricognitiva di un fatto o di un rapporto preesistenti, quindi, non rappresenta è una dichiarazione confessoria né di riconoscimento dell’importo del debito risarcitorio, bensì rappresenta solo l’obbligo all’assicuratore di comunicare l’offerta ovvero di comunicare i motivi per i quali non ritiene di farla. L’offerta, pertanto, è fonte dell’obbligazione di pagare la somma ivi indicata, ma soltanto allo scopo di pervenire alla liquidazione stragiudiziale del danno e non è applicabile l’art. 1988 cod. civ. nel giudizio risarcitorio che faccia seguito al fallimento della procedura stragiudiziale di liquidazione.  Se il danneggiato ha accettato l’offerta stragiudiziale dell’assicuratore, … Continua a leggere...
Massime Cassazione Civile R.C.A.

Massime Cassazione Civile R.C.A.

Massima Cassazione Civile n.24548/2018 (azione risarcimento danno) “Nell’assicurazione per la responsabilità civile degli autoveicoli, ove il danneggiato abbia inviato la richiesta di risarcimento dei danni alla propria impresa di assicurazione, secondo il modello dell’art. 149 CdA d.lgs. n. 209 del 2005, e per conoscenza all’impresa di assicurazione dell’altro veicolo coinvolto, una volta decorsi i termini di cui all’art. 145 CdA del medesimo decreto, qualora la fase stragiudiziale non si concluda con un esito positivo, si può proporre la domanda giudiziale anche nei confronti dell’impresa assicuratrice dell’altro veicolo coinvolto.”   Massima Cassazione Civile n.13379/2018 (targa prova, litisconsorzio) “Nel giudizio promosso dal danneggiato contro l’assicuratore della targa prova, è litisconsorte necessario, ai sensi dell’art. 144 CdA del d.lgs. n. 209 del 2005 (ovvero dell’art. 23 della l. n. 990 del 1969), il titolare dell’autorizzazione a circolare con quest’ultima e non il proprietario del veicolo”    Massima Cassazione Civile n.13394/2018 (normale diligenza assicuratore, pluralità danneggiati) “In tema di risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro, l’assicuratore deve provvedere, usando la normale diligenza, all’identificazione di tutti i danneggiati, attivandosi anche con la loro congiunta chiamata in causa, per procedere … Continua a leggere...
Lettera al mercato IVASS del 24 Luglio 2017 – Clausole sulla cessione del credito e sul risarcimento in forma specifica inserite nelle condizioni di polizza r.c.auto.

Lettera al mercato IVASS del 24 Luglio 2017 – Clausole sulla cessione del credito e sul risarcimento in forma specifica inserite nelle condizioni di polizza r.c.auto.

SERVIZIO TUTELA DEL CONSUMATORE DIVISIONE GESTIONE RECLAMI Rifer. a nota n. del Classificazione All.ti n . III 2 1 Alle Imprese di assicurazione con sede legale in Italia che esercitano la r.c.auto LORO SEDI Alle Imprese di assicurazione con sede legale in un altro Stato membro dello S.E.E. che esercitano la r.c.auto in Italia in regime di libera prestazione di servizi o in regime di stabilimento LORO SEDI Alle Rappresentanze per l’Italia delle Imprese di assicurazione con sede legale in uno Stato terzo rispetto allo S.E.E. che esercitano la r.c.auto in Italia LORO SEDI   Oggetto: Clausole sulla cessione del credito e sul risarcimento in forma specifica inserite nelle condizioni di polizza r.c.auto. Nell’ambito dell’attività di gestione dei reclami svolta da IVASS sono pervenute diverse segnalazioni da parte dei consumatori concernenti clausole sulla cessione del credito (derivante dal diritto al risarcimento del danno conseguente a sinistro stradale) e sul risarcimento in forma specifica, inserite nei contratti r.c.auto di alcune imprese. Tali clausole tendono a limitare la cessione del credito da parte dell’assicurato a favore di terzi ovvero a penalizzare il ricorso a riparatori non convenzionati con l’impresa di assicurazione. Le clausole operano su diversi fronti e sono variamente articolate: a) … Continua a leggere...
Danno biologico: lesioni lievi e risarcimento

Danno biologico: lesioni lievi e risarcimento

di Redazione. L’art.139 del Codice delle assicurazioni private norma il risarcimento del danno non patrimoniale (biologico) per lesioni di lieve entità ed in particolare il comma 3 ter fa riferimento ai soli postumi permanenti mentre il comma 3 quater fa riferimento, oltre che ai postumi permanenti, anche a quelli temporanei. Entrambe le norme subordinano la risarcibilità del danno a presupposti identici, ancorando la liquidazione del danno biologico, sia temporaneo che permanente, in presenza di postumi micro-permanenti o senza postumi, ad un rigoroso riscontro obiettivo in rapporto alla singola patologia. Un danno alla salute che deve essere accertato e valutato dal medico legale e, poi, dal giudice secondo criteri di assoluta e rigorosa scientificità, senza che sia possibile in alcun modo fondare l’affermazione dell’esistenza del danno sulle sole dichiarazioni della vittima, ovvero su supposizioni, illazioni, suggestioni o ipotesi. Così la Cassazione Civile con Ordinanza n.5820/2019 che, anche, osservato come dette norme “… esaltano (ma al tempo stesso gravano di maggiore responsabilità) il ruolo del medico legale, imponendo a quest’ultimo la corretta e rigorosa applicazione di tutti i criteri medico legali di valutazione e stima del danno alla persona. Pertanto sarà risarcibile anche il danno i cui postumi non siano “visibili”, ovvero non siano … Continua a leggere...
R.C.A.: la cessione del credito da risarcimento

R.C.A.: la cessione del credito da risarcimento

di Redazione. La Corte di Cassazione Civile con Ordinanza n.4300/2019 ha ribadito che “Il credito di risarcimento del danno da sinistro stradale è suscettibile di cessione ai sensi dell’artt.1260 ss. c.c., e il cessionario può, in base a tale titolo, domandarne anche giudizialmente il pagamento al debitore ceduto, pur se assicuratore per la r.c.a., non sussistendo alcun divieto normativo in ordine alla cedibilità del credito risarcitorio (v. Cass., 10/1/2012, n. 51; Cass., 10/1/2012, n. 52; Cass., 3/10/2013, n. 22601) “
Consenso informato: risarcimento separato per deficit informativo

Consenso informato: risarcimento separato per deficit informativo

di Redazione. La correttezza o meno del trattamento chirurgico verso il paziente non assume alcun rilievo ai fini della sussistenza dell’illecito per violazione del consenso informato. A causa del deficit d’informazione, il paziente, non è stato messo in condizione di assentire al trattamento sanitario con una volontà consapevole delle sue implicazioni. Il diritto alla salute è diritto del tutto distinto e non costituisce affatto un “antecedente logico necessario” in relazione alla corretta esecuzione dell’intervento chirurgico. I fatti costitutivi della domanda risarcitoria attinenti la lesione di ciascuno dei suddetti due diritti sono diversi, con la conseguenza che la domanda “nuova”, relativa ad uno di essi, non è comunque suscettibile di essere coperta dal giudicato formatosi sull’altra.
R.C.A.: l’acconto nel risarcimento

R.C.A.: l’acconto nel risarcimento

di Redazione. il risarcimento del danno da fatto illecito forma oggetto di una obbligazione di valore e non di valuta, pertanto non  si applicano le norme sulla mora nelle obbligazioni pecuniarie (art. 1224 c.c.). Tuttavia, come osservato dalla Cassazione Civile con Ordinanza n.1637/2020, il ritardato adempimento dell’obbligo di risarcimento del danno impone al debitore di:  “(a) pagare al creditore l’equivalente monetario del bene perduto, espresso in moneta dell’epoca della liquidazione, il che si ottiene con la rivalutazione del credito, salvo che il giudice ovviamente non scelga di liquidare il danno in moneta attuale;  (b) pagare al creditore il lucro cessante finanziario, ovvero i frutti che il denaro dovutogli a titolo di risarcimento sin dal giorno del sinistro avrebbe prodotto, in caso di tempestivo pagamento; e questo danno si può liquidare anche (ma non solo) applicando un saggio di interessi equitativamente scelto dal giudice sul credito risarcitorio rivalutato anno per anno… “.